Solo due Comuni in rosso: l’Abruzzo riapre davvero

Dalla notte scorsa il giallo è quasi totale, riguarda 303 centri: non era così dal 16 novembre I divieti a Barisciano e San Pio delle Camere. L’indice Rt ancora più basso, adesso è 0,78
L’Abruzzo riapre davvero. Scendono da undici a due i comuni in zona rossa. Non erano così pochi da oltre cinque mesi. Dall’area a maggiori restrizioni escono nove centri, tra cui quelli più grandi, come Giulianova e Martinsicuro, che già dalla mezzanotte sono ufficialmente in zona gialla. A San Pio delle Camere e Barisciano, invece, la situazione è ancora delicata e le regole più rigide vengono prorogate. Ma nel complesso il trend, a livello regionale, nella prima settimana di zona gialla, è assolutamente favorevole: l’indice Rt scende ancora e raggiunge i valori minimi degli ultimi mesi, il tasso di occupazione dei posti letto si riduce ulteriormente e l'incidenza settimanale si abbassa ancora.
UNITÀ DI CRISI. Ieri è tornata a riunirsi l'Unità di crisi regionale. Gli esperti hanno analizzato gli ultimi dati disponibili, territorio per territorio.
Le valutazioni degli addetti ai lavori hanno confermato il miglioramento costante cui si assiste ormai da settimane. Diverse le località sotto osservazione, a partire dalle undici che erano inserite in zona rossa. Grazie al miglioramento registrato negli ultimi giorni, la task force ha stabilito che nove comuni possono uscire dall’area a maggiori restrizioni. Quattro sono in provincia di Teramo: Giulianova, Martinsicuro, Castellalto e Torricella Sicura. Cinque sono nell’Aquilano: Sante Marie, Morino, San Vincenzo Valle Roveto, Capitignano e Oricola. Immediata l’efficacia dell’ordinanza firmata in serata dal governatore Marco Marsilio. I nove centri sono tornati in zona gialla a partire dalla mezzanotte e già da oggi possono intraprendere la strada della riapertura.
ZONA ROSSA. Solo due i comuni in cui la situazione resta preoccupante e per i quali viene prorogata la zona rossa. Si tratta di Barisciano e San Pio delle Camere. I due paesi, in cui le maggiori restrizioni sono in vigore dallo scorso 12 aprile, dovranno attendere fino a domenica 9 maggio per ripartire.
Gli ultimi dati hanno infatti confermano un quadro delicato, caratterizzato da una circolazione sostenuta del virus. Al momento, quindi - oltre a attività commerciali non essenziali, ristoranti e bar chiusi - è vietato uscire di casa, se non per ragioni di salute, lavoro e necessità. Dal 18 novembre 2020, quando il governatore Marsilio, a causa dei numeri allarmanti, dispose la zona rossa per tutto il territorio regionale, è la prima volta che in Abruzzo sono così poche le località in zona rossa.
TREND FAVOREVOLE. L'Unità di crisi, sulla base dei dati e delle relazioni delle quattro Asl, nel corso della riunione ha preso atto di «come le misure restrittive sinora adottate», si legge nell'ordinanza, «siano state utili al complessivo decremento dei casi accertati sul territorio regionale e, dunque, alla mitigazione ed al contenimento della trasmissione virale, tanto da consentire la prosecuzione del trend in diminuzione della pressione ospedaliera, con peculiare riferimento alle terapie intensive». Il tasso di occupazione dei posti letto, infatti, scende ancora: al momento è al 21% per le terapie intensive e al 27% per l’area non critica, a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 30 e del 40%.
INDICE RT. Più in generale, nella prima settimana di zona gialla, tutti i parametri fotografano il miglioramento dell’Abruzzo. A partire dall’indice Rt (erre con ti), il tasso di riproduzione netto della malattia: in attesa dell’ufficializzazione con il nuovo monitoraggio settimanale di oggi, le anticipazioni parlano di un valore che passa da 0.84 a 0.78. Era da mesi che l’Rt regionale non si attestava su valori così bassi. La Cabina di regia nazionale, all’esito del monitoraggio, non potrà che certificare il miglioramento e confermare la zona gialla.
LA SITUAZIONE. Continua a scendere anche l’incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti, che arriva a quota 79, facendo posizionare l’Abruzzo al terzo posto tra le regioni migliori. Il Pescarese, tra l’altro, ormai da 16 giorni, è la migliore provincia d’Italia: il dato scende ora fino a 25, valore che fa allontanare ulteriormente il territorio dalla seconda posizione (Isernia, 44). «La prima settimana dell’Abruzzo in zona gialla», commenta il governatore Marsilio, «ha mostrato segnali positivi riguardo l’andamento dei contagi e il comportamento corretto dei cittadini. Il numero dei contagiati si abbassa ulteriormente, anche se si continuano a monitorare alcune situazioni, a cominciare da alcune scuole dove si sono registrati focolai che sono stati immediatamente isolati».

