Solo tre bancarelle su 99 posti: mercato etnico verso il fallimento

20 Giugno 2019

L’ex assessore Natarelli bacchetta gli ambulanti: «Aprite i banconi o da qui il Comune vi caccerà» La replica dei senegalesi presenti: i nostri colleghi non hanno mille euro per comprare la merce

PESCARA. Solo tre bancarelle a quasi un mese dall’apertura, contro i 99 posti disponibili. Il mercatino etnico non decolla. Anzi, si avvia verso il fallimento.
È il timore dell’ex assessore ai Lavori Pubblici Tonino Natarelli che l’altro ieri si è recato sotto il tunnel per spiegare al gruppuscolo di ambulanti superstiti che se, al più presto, gli altri di loro non affolleranno il mercatino con i banchetti stracolmi di merce, rischiano seriamente di perderlo.
Natarelli lo ha detto a chiare lettere a quei pochi ambulanti che si sono messi in regola con i documenti e il pagamento delle tasse e che non sono più abusivi: «O presto, qui, sarete in tanti, o vi cacceranno».
La nuova amministrazione non aspetta altro. Il sindaco Carlo Masci lo ha già detto più volte: fuori gli ambulanti dal sottopasso, dentro il passaggio delle auto per collegare l’area di risulta a via Ferrari.
Ma i passanti che si fermano e guardano oltre quei cancelli, suggeriscono che una distesa di nuovi parcheggi non sarebbe una cattiva idea. Sull’asfalto disegnato di numeri e spazi riservati agli ambulanti delle varie etnie, le automobili entrano ed escono per fare manovra.
A quasi un mese dall’apertura ufficiale con cinque bancarelle, ora ne sono rimaste solo tre. E nei giorni scorsi anche solo due. Intorno, un deserto di posteggi vuoti e mai occupati.
Un vuoto che non si spiega dopo che la comunità senegalese, sfrattata dal vecchio mercato illegale della stazione, per quattro anni ha combattuto per avere uno spazio legale dove vendere le mercanzie. La battaglia ha generato guerre intestine tra le varie coalizioni politiche della precedente giunta di centrosinistra, favorevoli o contrari all’apertura del mercato etnico.
Le estenuanti diatribe tra le forze politiche hanno comunque portato all’esborso, da parte del Comune, di 250mila euro per la ristrutturazione del sottopassaggio ferroviario dotato di telecamere, estintori, illuminazione, bagni pubblici.
Non manca nulla, a parte le bancarelle con le mercanzie e i venditori. Fondi che però, hanno obiettato i commercianti di via dei Bastioni cacciati dall’edificio chiuso dai Nas per scarsa igiene, potevano essere utilizzati «per riqualificare il nostro mercato di Porta Nuova».
E invece sono stati usati, quei soldi, per mettere in sicurezza un mercatino dove gli ambulanti che lo hanno richiesto non ci vogliono stare. Perché?
In questi giorni è stato un fiorire di ipotesi, tirate fuori dal cilindro dagli stessi interessati: siamo in Ramadan, stiamo pagando le tasse, qualcuno di noi è andato all’estero, o in viaggio verso il Senegal a trovare le famiglie, altri stanno smerciando sul lungomare. L’ultima versione è di due giorni fa. La rivela Jobdame, portavoce per un giorno dei suoi colleghi: «Non hanno i soldi, almeno mille euro, per comprare la merce. Sono rimasti troppo tempo senza lavoro o si sono arrangiati a cogliere le olive o vendere gli accendini». Ma sul lungomare, i teli degli ambulanti sono ricolmi di merce. Si, ma quelli sono abusivi, spiffera la parte della comunità che si sta mettendo in regola.
«Non è vero che siamo abusivi», replica Momar Talla Ngaye, 36 anni, la mia merce è in regola e io sto aspettando che il Comune mi chiama per darmi il permesso di entrare al mercatino. Ho pagato il posto, ci voglio andare, qui (sul marciapiede del lungomare accanto alla Nave di Cascella, ndr) ho già preso una multa da 50 euro». Poi un monito ai colleghi: «Gli ambulanti abusivi devono avere paura di venire qui, devono mettersi in regola». Intanto, l’ex assessore Natarelli, malgrado non abbia più incarichi istituzionali, durante la visita al mercatino sotto il tunnel del tracciato ferroviario, si è mostrato «preoccupato» per la probabile fine del progetto messo in piedi con Daniela Santroni e Ivano Martelli. E cerca un rilancio: «Forse bisognerebbe fare un nuovo bando per le domande dei posteggi. Finora ne sono arrivate 50, 30 di loro hanno già pagato la tassa per l’occupazione del suolo (50 euro al mese di affitto per un posto)». Ma i posteggi restano vuoti.