Sono anche accusati di sei furti con spaccate

28 Settembre 2018

LANCIANO . Erano finiti nel mirino dei carabinieri per i furti con spaccata in bar e distributori del Frentano. I romeni fermati per la rapina ai danni dei coniugi Martelli sarebbero gli autori dei...

LANCIANO . Erano finiti nel mirino dei carabinieri per i furti con spaccata in bar e distributori del Frentano. I romeni fermati per la rapina ai danni dei coniugi Martelli sarebbero gli autori dei sei colpi messi a segno nell’ultimo mese, dal 21 agosto al 20 settembre scorso, tra Lanciano e il circondario, e di alcuni tra Pescara e Francavilla (qui è stata ritrovata abbandonata la Lancia Y usata per i primi colpi). Oltre a soldi contanti la banda puntava a sigarette e Gratta e vinci. Tagliandi sono stati ritrovati anche nelle valigie dei banditi, pronti a fuggire all’estero prima dell’incidente con la Golf. È quando tentano di riscuotere due vincite con i Gratta e vinci rubati che i carabinieri, avvisati da un esercente, riescono ad individuare i soggetti e a capire che si muovono a bordo di una Golf nera. «Sono stati controllati almeno 8-9 volte nell’ultimo periodo», spiega il colonnello Florimondo Forleo a capo del comando provinciale dei carabinieri, «l’ultima proprio sabato scorso». È il giorno prima della rapina alla villa dei Martelli e i carabinieri, la sera, riescono a piazzare il Gps sulla Golf. La banda si sta già organizzando per il colpo in villa. Ma il Gps ha un guasto tecnico e non si attiva subito. Solo il giorno dopo, a rapina avvenuta, il controllo sul dispositivo localizza l’auto della banda a Villa Carminello e poi anche a contrada Serre, dove i banditi abbandonano la Fiat Sedici del medico Carlo Martelli, usata per la fuga. I carabinieri di Lanciano, diretti dal capitano Vincenzo Orlando e dal tenente Massimo Canale, comandante del Norm, mettono la polizia a conoscenza di dati e informazioni. I sospettati hanno nomi e cognomi, volti precisi, bisogna solo collegarli in modo inequivocabile alla sanguinosa rapina. Ci pensano i riscontri sui filmati, sui vestiti indossati e sulle tracce biologiche ritrovate. «È stata ridata fiducia alla collettività», sottolinea il questore Ruggiero Borzachiello, «pochi episodi non possono intaccare la sicurezza di Chieti e della sua provincia. Lo dovevamo soprattutto ai coniugi Martelli». (s.so.)
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