«Sono invalido e mi aspettavo un aiuto. Per me, ritrovare un lavoro sarà molto difficile»

«Sono diabetico, porto un microinfusore insulinico e sono considerato un lavoratore di categoria protetta, a causa della mia alta percentuale di invalidità sul lavoro. Dopo la notizia del...
«Sono diabetico, porto un microinfusore insulinico e sono considerato un lavoratore di categoria protetta, a causa della mia alta percentuale di invalidità sul lavoro. Dopo la notizia del licenziamento, per il mio futuro non vedo garanzie». Angelo Palladini (nella foto) è tra i più loquaci fuori dai cancelli della Riello, durante il presidio. Ha 51 anni e sente pochissimo dall’orecchio sinistro a causa di una ischemia cerebrale. È dipendente della Riello dal 1991. «Non so davvero dove andrò a finire», mi dice con un sorriso amaro, «anche mia madre è invalida e ha 82 anni, sono divorziato e i miei tre figli non hanno tutti un lavoro stabile. Abbiamo dato il nostro sangue per questa azienda facendo molti sacrifici. A me personalmente mancano circa 7 anni per andare in pensione. Speravo che la situazione potesse stabilizzarsi fino a quel momento. Siamo molto amareggiati, soprattutto noi non giovanissimi che ora dobbiamo rimetterci in gioco: farlo adesso è davvero complicato. Credevo che le mie condizioni di salute precarie potessero tutelarmi e invece non è andata così. Speriamo che ci offrano almeno una buonuscita, ma per adesso non mi è stata fatta nessuna proposta. Mi aspettavo almeno un aiuto per trovare un’altra sistemazione. Ma non credo che l’azienda tornerà sui suoi passi».

