«Sono segregato in casa da cinque anni»

Moreno Colonna, disabile, non può uscire perché non c’è l’ascensore nell’abitazione di via Nora. Chiede aiuto all’Ater
PESCARA. Da cinque anni è prigioniero al secondo piano della sua abitazione Ater di via Nora, 22. È malato di sclerosi multipla, vive su una sedia a rotelle e quando deve «uscire di casa per le visite, devo chiamare un’ambulanza che mi prelevi e mi riporti a casa. Costo del viaggio: 40 euro. A mie spese».
Una vita da segregato tra le mura della sua casa popolare, quella di Moreno Colonna, 57 anni, un lavoro da operaio in una azienda di pneumatici prima che la malattia degenerativa, arrivata inattesa nove anni fa, lo inchiodasse su una carrozzella. È assistito dalla moglie Gabriella Trabucco e dal figlio Francesco, 27 anni, disoccupato. Trenta scalini e due rampe separano Moreno Colonna dalla libertà di uscire di casa per andare allo stadio a guardare la squadra del cuore, passeggiare nel parco con la sua cagnolina Chanel, gustare un gelato al bar con la famiglia. Attimi di cui l’operaio non può godere perché non «vivo al pianterreno e neppure in un edificio con l’ascensore o dove sarebbe possibile installare un montacarichi per disabili».
L’ennesima denuncia di una «situazione vergognosa» arriva dal consigliere regionale Domenico Pettinari e dal consigliere comunale Massimiliano Di Pillo, entrambi di M5S, che ieri hanno convocato la stampa in via Nora per sollecitare gli uffici dell’Ater a trovare una soluzione immediata dopo le numerose sollecitazioni del disabile.
«Da anni», spiegano i pentastellati, «questa famiglia, inserita anche in una graduatoria comunale, ha fatto richiesta all’Ater di una abitazione al pianterreno o di un appartamento dove c’è un ascensore, ma la risposta è sempre stata: non ci sono case, non ci sono soldi. E invece non è vero. I pianoterra delle case popolari sono occupati da persone non disabili che si potrebbero trasferire altrove o da abusivi che dovrebbero essere cacciati senza pietà, altro che sanatorie vergognose. I soldi ci sono sempre per le grandi opere, non ci sono mai per la gente bisognosa. Questa famiglia va avanti da anni tra tante promesse disattese e false aspettative». Interpellata via whatsapp da Pettinari, l’Ater ha risposto che «le prossime soluzioni abitative sono quelle nascenti in via Trigno e in via Caduti per Servizio» a Fontanelle dove sorgeranno gli appartamenti per disabili. «Ma ci vogliono anni» battono i pugni i due consiglieri. Nel frattempo Moreno Colonna si aggira sulla carrozzella in un appartamento di 55 metri quadrati (30 euro di affitto) al 2° piano di uno stabile di tre piani dove vivono sei famiglie con inquilini con varie disabilità.
La lotta quotidiana dell’operaio è contro gli spazi: «Con la carrozzella non entro nel bagno di un metro quadrato, se qualcuno non mi aiuta. Non entro nelle camere». E sul pianerottolo, si apre un abisso di trenta scalini e due rampe.
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