Sorgi, Flacco, Cauti e Micucci: crollano le accuse principali sugli appalti per l’energia

21 Giugno 2018

Ventimila pagine, tredici faldoni e seicento intercettazioni. Ma tutto si è concluso davanti al Gip dell’Aquila con un non doversi procedere per l’accusa principale di associazione a delinquere e per...

Ventimila pagine, tredici faldoni e seicento intercettazioni. Ma tutto si è concluso davanti al Gip dell’Aquila con un non doversi procedere per l’accusa principale di associazione a delinquere e per gran parte del resto. Così due degli imputati si sono lasciati andare a un legittimo sfogo postando su Facebook le parole della canzone vincitrice di Sanremo: “Non mi avete fatto niente”. «Gare d’appalto addomesticate per mettere le mani sui fondi europei»: lo sosteneva la procura dell’Aquila che aveva chiesto il rinvio a giudizio dei dirigenti regionali Antonio Sorgi e Iris Flacco, dell’imprenditore teramano Ercole Cauti e dell’ex presidente della Fira, Rocco Micucci, sindaco di Rapino. Le ipotesi di accusa erano di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, per fatti che sarebbero stati commessi tra il 2009 e il 2013. Sorgi, in concorso con la Flacco, avrebbe sfruttato il suo ruolo apicale in Regione per favorire Cauti, titolare della Metron, società di Mosciano Sant’Angelo specializzata in programmi europei. E Cauti, attraverso procedure che la procura aquilana definiva «turbate», si sarebbe aggiudicato cinque commesse pubbliche su progetti europei in materia di sfruttamento di risorse energetiche e protezione dell’ambiente. In due dei cinque casi contestati, i progetti denominati Effect e Speedy, ci sarebbe stata una sorta di subappalto. E la Fira, finanziaria regionale, avrebbe partecipato alle due gare, vincendole, «malgrado non possedesse le qualità professionali», ma potendo contare sull’appoggio della Metron. Ma sono tutte accusa crollate per più del 90 per cento. Resta una sola presunta turbativa d’asta per il progetto Effect che ha comportato il rinvio a giudizio per il 19 gennaio del 2019. Ma a marzo scatterà la prescrizione. (l.c.)