Sos del sindaco a Gentiloni e Minniti

Maragno chiede di rendere efficaci le espulsioni e di facilitare i lavori socialmente utili. Aliano: bastava scrivere al prefetto
MONTESILVANO. Una lettera aperta, indirizzata al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e al ministro dell’Interno, Marco Minniti, per affrontare il tema degli immigrati e per invitarli in città a incontrare i residenti esasperati. A scriverla è il sindaco Francesco Maragno che, all’indomani dell’adesione del Comune al sistema di seconda accoglienza (Sprar) per i rifugiati, e alla luce delle ultime emergenze legate allo sgombero del ghetto di via Ariosto, ha illustrato agli esponenti del governo le criticità della «città di provincia» che amministra. Dopo aver ricordato che Montesilvano è una località turistica, Maragno evidenzia che la città da anni ospita centinaia di immigrati ai quali si aggiungono «anche moltissimi extracomunitari che, senza alcun titolo per rimanere sul suolo italiano, persino destinatari di decreti di espulsione, occupano abusivamente gli angoli più belli di questa cittadina, danneggiando il sistema economico e turistico locale». Il sindaco riferisce poi quanto accaduto in via Ariosto nelle scorse settimane: «Sei mesi di lavoro, di riunioni, di attenta pianificazione sono – agli occhi dei cittadini – inutili se gli stranieri destinatari di decreti di espulsione, non vengono di fatto allontanati». Nella lettera aperta, Maragno ricorda poi l’adesione allo Sprar e sottolinea che una corretta gestione del fenomeno migratorio deve passare anche dal coinvolgimento a titolo gratuito in lavori di pubblica utilità a favore del Comune che li ospita. Il sindaco evidenzia poi la necessità «improcrastinabile di dare seguito ai decreti di espulsione sistematicamente emessi e non ottemperati, per consentire ai cittadini di continuare a credere nelle istituzioni». Il primo cittadino conclude la lettera invitano il premier e il ministro a Montesilvano per incontrare i cittadini. Una secca critica all’iniziativa del sindaco arriva dal capogruppo di #Montesilvano2019, Anthony Aliano. «Invece della sterile letterina che, semmai, avrebbe dovuto inviare al prefetto», commenta, «si preoccupi di far applicare la legge. Emani ordinanze di allontanamento (Daspo) e ordini ispezioni al Cas Excelsior, che avrebbe dovuto chiudere già da tempo per le ragioni igienico sanitarie, amministrative e urbanistiche che i Nas riscontrarono circa un anno fa. Si imponga a livello prefettizio ed eviti la nascita di ulteriori ghetti». Aliano riferisce, inoltre, che negli ultimi giorni sono stati accolti ulteriori 70 immigrati all’Excelsior e annuncia che «non saranno ammessi doppi giochi con i palazzoni di via Lazio 61 sui quali trapelano voci sull'insediamento degli sfollati di via Lago di Borgiano».
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