Sospese le attività sanitarie non urgenti

10 Marzo 2020

Ordinanza del governatore per le strutture pubbliche e private. Le Asl creeranno nuovi posti letto di terapia intensiva

PESCARA. Il virus cinese impone una corsia d’emergenza alla sanità regionale. Che si adegua e mette un nuovo ordine alle sue priorità. Un’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Marco Marsilio introduce misure urgenti per la gestione dell’emergenza coronavirus. «Sappiamo che si creeranno inevitabilmente dei disagi all’utenza», ha spiegato l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, «ma è nostro dovere mettere in campo ogni azione utile a contenere il contagio da Covid 19». Le linee di indirizzo sono state assunte dal Crea (il comitato regionale emergenza-urgenza), e recepite nell’ordinanza. Il Crea ha stabilito che dovranno essere sospese (sia nelle strutture pubbliche, che in quelle private convenzionate) tutte le attività di medicina ambulatoriale non urgenti (vale a dire che saranno garantite solo quelle che hanno sulla prescrizione, la classe di priorità U).
LE ECCEZIONI. Vengono salvaguardate le prestazioni onco-ematologiche, radioterapiche e chemioterapiche; le prestazioni ritenute indispensabili dallo specialista di riferimento, incluse quelle in Adi (assistenza domiciliare integrata); le dialisi; i controlli chirurgici e ortopedici post intervento; la terapia del dolore; le prestazioni connesse alla Pma (Procreazione medicalmente assistita); le attività di pre-ospedalizzazione per interventi urgenti; le prestazioni dei servizi pubblici nell’area salute mentale dell’età evolutiva e dell’età adulta e i servizi sulle dipendenze (Serd); i prelievi ambulatoriali, a carattere di urgenza e le prestazioni di terapia anticoagulante (Tao); le vaccinazioni obbligatorie secondo il calendario nazionale vigente. Sono ovviamente consentite le attività connesse alla donazione del sangue, mentre si dispone di limitare quanto più possibile i prelievi non indispensabili.
STRUTTURE SEMIRESIDENZIALI. Le strutture territoriali pubbliche e private (autorizzate e accreditate) che erogano prestazioni sanitarie e socio sanitarie in regime semiresidenziale e domiciliare potranno proseguire l’attività per le sole attività urgenti e indifferibili, nel rispetto, comunque, delle misure precauzionali di contenimento del rischio, al fine di garantire ai pazienti la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza, e al personale di operare al minor livello di rischio possibile.
PRESCRIZIONE FARMACI. Novità anche per le prescrizioni farmaceutiche. Per limitare gli accessi nelle strutture ospedaliere e territoriali del sistema sanitario regionale e garantire, allo stesso tempo, la continuità terapeutica, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono autorizzati a prescrivere farmaci sottoposti a Piano Terapeutico, per 60 giorni dalla data di scadenza. Parallelamente, si stanno predisponendo anche una serie di misure riguardanti l’assistenza ospedaliera.
«E’ necessario preparare in anticipo le strategie di risposta all’emergenza epidemiologica», ha spiegato ancora Verì, «tenendo conto anche dei tempi necessari e delle modalità di risposta a livello locale».
I COMPITI DELLE ASL. Ciascuna Asl dovrà provvedere all’attivazione di nuovi posti letto di terapia intensiva dedicati all’emergenza Covid 19 e al potenziamento dei posti letto delle unità operative di malattie infettive e pneumologia, sia ricorrendo ad ampliamento, sia attraverso la riconversione di degenze ordinarie. Anche le strutture di ricovero e cura del privato accreditato sono chiamate a fare la loro parte, indicando i posti letto dotati di respirazione assistita e le aree dove i pazienti positivi al contagio (non in condizioni critiche) possono essere posti in isolamento. «Si tratta», sottolinea infine l’assessore «di un provvedimento flessibile e che può essere modulato in caso di un’evoluzione dell’emergenza. Voglio in ogni caso rassicurare i cittadini che si tratta di misure preventive e precauzionali».
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