Sospiri blinda Gatti: «La scelta perfetta»

Ma l’incarico da 200mila euro l’anno alla Corte dei conti scatena le reazioni di Legnini, resto del centrosinistra e 5 Stelle
PESCARA. Lorenzo Sospiri è un fiume in piena. Difende la sua decisione di indicare Paolo Gatti come membro non togato alla Corte dei Conti abruzzese. Un incarico da 200mila euro l’anno, per cinque anni.
Ma Sospiri, al tempo stesso, scarica la scelta sul governatore, Marco Marsilio. E nega che si tratti di un baratto politico che può valergli la candidatura in Fratelli d’Italia alle prossime elezioni politiche. Mai e poi mai, però, tornerà sui suoi passi, come gli chiedono con veemenza centrosinistra, M5S, il suo stesso partito (Forza Italia) e, in modo soft, anche Luigi D’Eramo (Lega).
SCELTA DI MARSILIO. «La candidatura di Gatti è assolutamente legittima», esordisce il presidente del Consiglio regionale. «Ma non tocca a me fare la valutazione dei requisiti, la farà la Corte dei conti centrale su mandato del presidente della Repubblica. A me è toccato firmare un decreto di designazione (che pubblichiamo a destra, ndr) su una rosa di 24 nomi con determinate caratteristiche. E certamente Gatti, oltre ad averle, è sicuramente una persona che ha avuto esperienza con la finanza regionale, quindi può andare alla Corte dei Conti. A Nazario Pagano (segretario regionale di Fi, ndr), che sostiene che questa nomina non si dovesse fare perché è un aggravio economico, rispondo che all’epoca di Chiodi non l'abbiamo fatta, che poi il Pd di D’Alfonso l'ha invece fatta (Antonio Dandolo, in carica fino al 2021, ndr) e oggi anche Marsilio ha ritenuto di rifarla perché sarà un supporto utile all'azione di governo della Regione».
SOTTOTRACCIA. Sì, ma tutto sembra essere avvenuto di nascosto, all'insaputa persino del suo partito, Forza Italia. Quindi c’è chi maligna che si tratti di uno scambio, un lasciapassare per entrare in Fratelli d’Italia. È così? «Sono due cose distinte», ribatte Sospiri. «Quello che farò in politica non lo posso prevedere. Eppoi sono rimasto in Forza Italia anche nei momenti più difficili. Faccio presente inoltre che la vicenda Gatti è stranota in una maggioranza che ha avuto davvero molto tempo per decidere un nome rivendicato dal presidente Marsilio che per mesi e mesi ha espresso la volontà di scegliere Gatti che non mi pare sia un pregiudicato, ma è una persona che ha tutti i requisiti di legge e un'esperienza politica tale che gli permette di conoscere l'argomento, cioè la verifica sui bilanci. Chiaramente come lui ce n'erano tanti altri», prosegue, «ma prevale la volontà fiduciaria di un incarico di alta specializzazione. Faccio il presidente del Consiglio regionale che deve avere il rispetto delle opposizioni ma anche della maggioranza e del suo governatore che mi ha richiesto con determinazione di effettuare questa nomina. E io l'ho fatta».
ECCO I MOTIVI. Sul decreto si leggono le motivazione che hanno spinto Marsilio, come proponente, e Sospiri, come esecutore, a scegliere Gatti.
I suoi requisiti sono: «Laureato in Giurisprudenza, ha maturato esperienza professionale di sicuro in rilievo, nelle materie giuridiche, anche rafforzata da attività di insegnamento a livello universitario presso le università di Padova, Teramo e Bari. Possiede esperienza aziendalistica come commissario del Consorzio agrario di Teramo. Inoltre ha acquisito elevate esperienze di leadership nella pubblica amministrazione nel Comune capoluogo di Teramo nonché nella Regione Abruzzo. Infine ha ricoperto per 10 anni ruolo di consigliere regionale», questi i passaggi principali del decreto che spacca la politica abruzzese. «Ma è la Corte dei conti che deve valutare se Gatti ha i requisiti per ricoprire l’incarico», aggiunge e conclude Sospiri, «funziona così». Il centrosinistra però insorge.
L’ATTACCO DI LEGNINI & C. «Chiederemo al Presidente Sospiri la revoca della designazione di Paolo Gatti a consigliere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti», incalzano i consiglieri Giovanni Legnini, Americo Di Benedetto, Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli e Sandro Mariani. «Oltre a ragioni di grave ed evidente inopportunità politica, della decisione di Sospiri, che sarebbe stata condivisa, non è noto a quale titolo, anche da Marsilio, andranno verificate la correttezza della procedura, l’adeguatezza dei requisiti professionali del designato e la sostenibilità di una spesa di cui la Regione può benissimo fare a meno», affermano i consiglieri d’opposizione. «Per questo già da domani chiederemo di visionare tutti gli atti istruttori utilizzati, per verificare la legittimità di una designazione che non può configurarsi come “fiduciaria”, ma andava preceduta da una comparazione dei curriculum presentati dagli altri candidati». I dem insistono.
NON È OBBLIGATORIA. «Si tratta di una nomina che non soltanto non è obbligatoria, ma che gran parte delle regioni italiane o non ha effettuato, oppure ha limitato il numero a uno e non due consiglieri e ciò proprio al fine di non gravare sui bilanci. Trattandosi di una funzione integrativa e facoltativa della Sezione di controllo, la Regione Abruzzo attenda la scadenza del consigliere in carica, e poi provveda a sostituirlo, cosi limitando a uno i componenti di nomina regionale. In questo modo si potranno destinare 200.000 euro l’anno alla soddisfazione di bisogni concreti e più urgenti dei cittadini abruzzesi. E non saranno impiegati per sostenere un incarico funzionale solo ad inconfessabili accordi politici, come ammesso persino da Lega e Forza Italia con note di presa di distanza dalla decisione». Anche sul fronte dei 5 Stelle sollevano barricate.
PETTINARI E BERARDINI. «Nomina inopportuna», tuona il pentastellato Domenico Pettinari. «Nulla contro la persona incaricata, ma si tratta di un ruolo che, alla fine dei cinque anni, costerà un milione di euro pubblici. Fondi che sarebbero dovuti finire in ben altri servizi. La nostra è una regione con strade tra le più dissestate d'Italia, aree interne abbandonate, una sanità al collasso, al punto che non si assumono più medici, infermieri e operatori socio sanitari. Inoltre è già presente, nella sezione di controllo della Corte dei Conti, una persona incaricata dalla Regione. Nominarne una seconda significa sprecare denaro pubblico». Anche per il deputato M5S Fabio Berardini è una nomina «Imbarazzante. Ma non sono sorpreso», dice, «perché le decisioni in Regione vanno in un’unica direzione: il poltronificio. Tutti conosciamo la storia politica di Gatti. Ciò che mi lascia perplesso è il fatto che questa inadeguata decisione graverà sulle tasche degli abruzzesi. Sento spesso dire proprio dalla giunta regionale che non ci sono i fondi e allora perché questa scelta?», e infine: «Un componente della Corte dei Conti non dovrebbe avere tra i requisiti quello della terzietà?».

