Sospiri: nessuno scambio di voti

Il presidente del Consiglio regionale: mai promesso incarichi a Dogali
PESCARA. «Durante le campagne elettorali, i candidati parlano e si confrontano con tutti i cittadini che, a quanto sia possibile sapere, si ritengono onesti. E soprattutto ci si confronta con chi ha anche una personale esperienza politica».
Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) entra nel merito dell’inchiesta - appena chiusa dalla procura - che lo vede coinvolto per corruzione elettorale insieme all’ex consigliere regionale del Chietino Alessio Monaco della lista +Abruzzo e all’ex esponente politico locale Vincenzo Dogali. Quest’ultimo viene indicato dal sostituto procuratore Andrea Di Giovanni come il portatore di voti al quale si sarebbero rivolti i due candidati prima delle consultazioni del 2019, anche se correvano su fronti opposti. I dialoghi tra i protagonisti sarebbe stati intercettati perché Dogali era intercettato nell’ambito di un’altra inchiesta. A lui Sospiri avrebbe offerto, in cambio del suo pacchetto di voti nella zona di Pescara, un incarico in ambito regionale, poi mai assegnato. Sospiri ieri è intervenuto sulla vicenda sostenendo che «in merito al caso Dogali, come emerge dallo stesso articolo del Centro, all’ex consigliere comunale non è mai stato assegnato alcunchè, come accertato dalle indagini condotte dalla stessa Procura, ma soprattutto, aggiungo, non è stato promesso alcun incarico quale contropartita per una presunta cessione di voti».
«Ricordo», ha aggiunto Sospiri, «che l’ex consigliere Dogali è anche in regime di quiescenza professionale: dunque, in qualità di pensionato, come prevede la norma, non potrebbe e non può comunque percepire ulteriori indennizzi codificati da un regolamento preciso. Il Consiglio regionale può avvalersi di esperti esterni, come sempre accaduto, ma gli stessi sono incarichi gratuiti. Confidiamo che la vicenda possa essere subito chiarita facendo piena luce su ogni singolo aspetto».

