Sostanze cancerogene sugli alberi

29 Gennaio 2021

Discarica di Bussi. Dalle ultime analisi Arta, ulteriori tracce di contaminazione

BUSSI SUL TIRINO. La pericolosità del sito dove insistono a Bussi le discariche denominate 2A e 2B, oggi al centro di una inchiesta della magistratura, sarebbe comprovata dalle ultime analisi eseguite dall’Arta, richieste dal ministero dell’Ambiente nel 2020 per la valutazione del piano di indagine integrato di Edison al fine di procedere alle operazioni di bonifica.
L'Arta avrebbe rilevato sugli alberi vicino a queste due discariche (limitrofe all'ex stabilimento Montedison), dosi significative di cloruro di vinile, considerato il solvente cancerogeno più pericoloso conosciuto e che può essere inavvertitamente respirato perché completamente inodore. In base a questi risultati la Edison avrebbe proposto altre indagini, Mipre, caratterizzazioni e quindi la bonifica. E questa presenza di sostanze cancerogene sarebbe una ulteriore conferma di quanto aveva già segnalato l’Arta con una relazione il 4 dicembre del 2019: relazione che un paio di giorni fa i carabinieri forestali, su disposizione della procura pescarese (di questa vicenda si stanno occupando oltre al procuratore Anna Rita Mantini, anche i sostituto Luca Sciarretta e Anna Benigni), avevano acquisito nella sede chietina dell’Arta, in quanto mai fatta pervenire alla procura né tantomeno ai carabinieri forestali, ma soltanto agli enti, fra cui il ministero dell’Ambiente, la Regione Abruzzo, il Comune di Bussi, e la polizia provinciale che non ne avrebbe fatta parola con i magistrati che pure stanno indagando da sempre sulle tormentate vicende di Bussi. Ed è questo anche il motivo per cui l’Arta chiedeva l’immediata bonifica dell’area, in quantoancora oggi le sostanze tossiche e nocive continuano a inquinare il terreno di quella zona che è di proprietà del Comune di Bussi che l'acquistò da Solvay al prezzo simbolico di 1 euro. Sotto inchiesta ci sarebbero già diversi soggetti, pubblici e non, le cui posizioni sono al vaglio della magistratura. E sulla questione interviene di nuovo anche l'Associazione Forum H2O che, nel ricordare che quella relazione fu portata all’attenzione dei media da loro, torna su un eventuale nuovo sequestro di quelle due discariche.
Intanto, l’11 febbraio c’è l’udienza al Consiglio di Stato per l'appello che il ministero dell'Ambiente ha presentato contro la sentenza del Tar Abruzzo che ha bocciato l'annullamento in autotutela del bando di gara da 50 milioni per la bonifica, già assegnato alla Dec Deme nel 2018. (m.cir.)