Sostegni a famiglie e commercianti dai 100 ai 400 euro

Il sindaco anticipa i criteri su cui la giunta sta lavorando per distribuire i 408mila euro destinati a Montesilvano
MONTESILVANO. Ammontano a circa 408mila euro i fondi su cui il Comune di Montesilvano potrà contare nell’immediato per far fronte all’emergenza economica e sociale legata al coronavirus, erogando buoni pasto alle famiglie più bisognose. All’indomani della firma dell’ordinanza da parte del capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che attribuisce largo spazio ai Comuni nella suddivisione delle risorse necessarie, il sindaco Ottavio De Martinis e la sua squadra di governo, coadiuvati dal dirigente Marco Scorrano, sono già alle prese con l’individuazione dei criteri e le procedure burocratiche.
Obiettivo: fare in modo che quanto prima le famiglie montesilvanesi in difficoltà possano ottenere dei validi aiuti per fare acquisti di prima necessità. Un sostegno che in queste settimane è già stato garantito, tramite l’Azienda speciale, a quanti quotidianamente devono fare i conti con la dispensa vuota e la mancanza di entrate economiche, e con le difficoltà aumentate dall’inizio del blocco delle attività per arginare i contagi. È proprio da lì che l’amministrazione ha deciso di partire per destinare i 408mila euro, garantendo che non ci sarà spazio per i furbetti e che ogni richiesta verrà verificata con cura affinché il sostegno raggiunga i montesilvanesi realmente in difficoltà.
«Stiamo lavorando su due linee di intervento», spiega De Martinis, che ieri ha anche polemizzato sull’esiguità delle risorse stanziate dal governo, «la prima riguarda la distribuzione di circa 400mila euro messi a disposizione del nostro Comune, che sarà seguita dall’attivazione di un conto corrente per le donazioni, dal momento che abbiamo registrato un grande spirito di collaborazione da parte dei cittadini. Sul primo versante, abbiamo già predisposto l’avviso pubblico per la ricerca di attività commerciali che siano in grado di consentire al Comune di erogare i buoni pasto».
C’è poi l’aspetto più complesso dei beneficiari: «Ovviamente dobbiamo attenerci alle indicazioni fornite a livello nazionale», prosegue il sindaco, «saranno quindi escluse le persone che già percepiscono altre misure di sostegno, come il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione o la disoccupazione. La nostra idea è quella di dare un sostegno ai titolari di partita Iva e a tutti quei commercianti e artigiani che hanno dovuto sospendere o ridurre la propria attività».
Per conoscere nel dettaglio i requisiti dei potenziali beneficiari bisognerà attendere che la proposta venga oggi approvata in giunta, solo allora sarà predisposto il modello di autocertificazione per i cittadini. Stando a quanto dichiarato dal sindaco sicuramente la distribuzione dei buoni pasto terrà conto del numero dei componenti della famiglia, della presenza di persone con disabilità gravi e del reddito familiare. Requisiti che, una volta dichiarati, saranno verificati prima dell’erogazione del contributo. Quanto alla cifra prevista per le famiglie, dipenderà dalle reali necessità della popolazione, ma potrebbe oscillare tra i 100 e i 400 euro. «Garantisco che dall’amministrazione non mancherà alcun sostegno a chi ne avrà realmente bisogno», chiosa il sindaco, «nessuno rimarrà indietro».
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