Sostegni negati, la scuola in piazza

3 Giugno 2021

Il 9 giugno la protesta dei sindacati in Abruzzo: la manifestazione a Pescara

PESCARA. Il mondo della scuola scende in piazza per cambiare il decreto sostegno con l’inserimento di maggiori misure a sostegno dei precari, per il rafforzamento degli organici del personale docente e Ata e la riduzione del numero massimo di alunni in classe. L’appuntamento è per mercoledì 9 giugno: in Abruzzo i sindacati hanno convocato la manifestazione dalle 16 alle 18 a Pescara in Piazza Unione. A promuovere l’iniziativa sono Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief. Tra le misure che i sindacati chiedono di introdurre c’è anche la partecipazione a un nuovo concorso in caso di mancato superamento del precedente.
«Il mondo della scuola sta dando il suo contributo per garantire una scuola pubblica di qualità, in un contesto pandemico drammatico», si legge nel comunicato della Flc Cgil sulle ragioni della protesta, «in tanti hanno riconosciuto questo impegno, insistendo sul fatto che occorre invertire la tendenza al disinvestimento nel sistema pubblico d’istruzione. Le nuove generazioni potranno affrontare le sfide future solo se saranno attrezzate culturalmente sul versante della formazione».
La Flc Cgil ricorda che l 20 maggio 2021 veniva firmato il “Patto per la scuola al centro del Paese” con le organizzazioni sindacali confederali. «Il Governo predisponeva un decreto legge che interviene sulle medesime materie senza alcun confronto», puntualizza il sindacato, «il decreto sostegni bis, infatti, relativamente alla scuola, contiene provvedimenti in grandissima parte inadeguati. Sicuramente i provvedimenti più gravi sono quelli lesivi dell’autonomia contrattuale: non si comprende ad esempio l’invasione normativa in una materia prettamente contrattuale come la mobilità. Bisognerebbe», continua la nota della Cgil, «invece andare nella direzione posta, cioè cancellare ogni invasione di campo sulle materie contrattuali, rimettendo l’intera discussione, come previsto anche dal “Patto per la Scuola”, al tavolo della contrattazione».
«Sul fronte dei precari e del reclutamento», lamenta la Flc Cgil, «le misure previste sono parziali e richiedono delle modifiche importanti, a partire dalla cancellazione del requisito dei tre anni di servizio per le assunzioni dalla prima fascia».
Tra i problemi sollevati dal sindacato inoltre c’è il fatto che non si accenna alle proroghe dell’organico straordinario (cosiddetto Covid) che ha scadenza di contratto al termine delle lezioni (circa 1.700 lavoratori in Abruzzo). «Il testo è dunque lacunoso e insoddisfacente, e per questo predisporremo nelle prossime ore degli interventi emendativi da consegnare alla discussione in Parlamento per far sì che i provvedimenti enunciati nel dl Sostegni bis non solo siano effettivamente allineati e coerenti con il “Patto per la Scuola”, ma soprattutto», conclude la Flc Cgil, «siano rispettosi delle prerogative sindacali, evitando interventi non necessari di manomissione dei contratti nazionali».(a.r.)