Sott’accusa anche per le offese al gup
Quasi quattro minuti di grida e insulti sotto l’occhio delle telecamere, alla fine del processo di primo grado a Pescara. Fango all’indirizzo di Pasquale Rigante, del figlio morto ammazzato, del...
Quasi quattro minuti di grida e insulti sotto l’occhio delle telecamere, alla fine del processo di primo grado a Pescara. Fango all’indirizzo di Pasquale Rigante, del figlio morto ammazzato, del giudice, del questore, del capo della mobile, della polizia. Di tutto questo dovranno rispondere, in un processo bis a Campobasso (la Procura titolare dei procedimenti riguardanti i magistrati di Pescara) i quattro Ciarelli, escluso Massimo, protagonisti di ingiurie e applausi ironici nei confronti degli inquirenti. Un comportamento che gli è costato le accuse di resistenza e oltraggio a magistrato in udienza. I rom rischiano di vedersi infliggere altri 5 anni di reclusione.

