Sotto inchiesta per falso il superdirigente comunale

25 Settembre 2015

Divieto di balneazione fantasma, avviso di garanzia all’architetto Vespasiano Perquisiti due uffici: sequestrati computer e telefono anche a Dezio

PESCARA. È l’architetto Tommaso Vespasiano, 61 anni, superdirigente comunale, il primo indagato per il mare sporco di Pescara. Vespasiano, braccio operativo del sindaco Pd Marco Alessandrini, a capo dell’area tecnica del Comune, è accusato del presunto reato di falso ideologico.

Finora, è l’unico indagato di un’inchiesta bis sull’inquinamento del mare in mano alla squadra mobile di Pescara e coordinata da due magistrati, le pm Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio. Un’indagine che si aggiunge e che corre parallela a un altro procedimento in corso: quello affidato alla forestale e alla capitaneria di porto, coordinato dal pm Andrea Papalia, nato dopo lo sversamento in mare di 30 mila metri cubi di liquami, risalente al 28 luglio scorso, a causa di una rottura della fogna in via Raiale.

Due indagini sul mare sporco: la prima mira all’inquinamento del mare e cioè alle rotture della fogna e alla gestione del depuratore; la seconda ripercorre i meccanismi della pubblica amministrazioni. Proprio quest’ultima inchiesta, quella con Vespasiano indagato, potrebbe riservare un altro colpo di coda. La Mobile ha perquisito due uffici del Comune e sequestrato almeno due computer usati dal dirigente e un telefono cellulare. I poliziotti si sono presentati anche nell’ufficio del capo di gabinetto del sindaco, Guido Dezio: Dezio non è indagato ma, in qualità di persona informata sui fatti, gli è stato sequestrato un computer e un telefono cellulare. Vespasiano e Dezio sono stati contattati dal Centro e non hanno rilasciato dichiarazioni vista la fase embrionale dell’indagine.

Il perché di una doppia inchiesta sul mare sporco con 3 forze dell’ordine al lavoro e 3 magistrati impegnati non è chiaro: gli inquirenti si affidano al silenzio per blindare i passi successivi. Però, il punto di partenza dell’inchiesta bis sarebbe il divieto di balneazione fantasma e cioè l’ordinanza che il sindaco Pd Marco Alessandrini ha firmato il primo agosto scorso dopo lo sversamento dei liquami in mare con un picco di colibatteri. Un atto che, però, non è mai stato reso noto perché, secondo il sindaco, il mare sarebbe tornato balneabile quasi subito grazie all’uso di un disinfettante, l’Oxystrong. Per questa omissione, il sindaco ha dichiarato di aspettarsi un avviso di garanzia che finora non è ancora arrivato. Ma lo stesso Alessandrini ha dato all’avvocato Vincenzo Di Girolamo l’incarico di stilare una memoria difensiva per ripercorrere le tappe della vicenda. Ieri, Alessandrini non ha commentato pubblicamente la nascita di un’inchiesta bis ma il sindaco, a breve, potrebbe chiedere agli inquirenti di essere ascoltato: non è solo un’ipotesi visto che la conferma arriva dall’avvocato del sindaco.

In municipio, invece, la visita della Mobile ha alimentato una ridda di voci che non hanno scalfito il rapporto di fiducia tra l’amministrazione di centrosinistra e Vespasiano. Lo stesso Alessandrini, intervista il 9 agosto scorso proprio sul caso del mare, ha dichiarato: «Ho parlato di questa vicenda con Vespasiano, che è uno dei dirigenti con più esperienza del Comune e lui mi ha detto che si può migliorare qualcosa nelle successive comunicazioni». Anche ieri Vespasiano è andato al lavoro, come al solito, e ha coordinato le attività dei settori.

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