Sotto sequestro la droga destinata alla Pescara bene

24 Marzo 2017

I carabinieri arrestano 58enne pescarese che contattava i clienti su Facebook

PESCARA. Aveva un giro di clienti perbene. Persone che si divertono frequentando i locali della riviera. E che, nonostante l’assunzione di droga, rappresentano la «parte sana della città», come dicono i carabinieri. Era un giro di affari consistente quello gestito da Ivano Cocciadiferro, il 58enne arrestato dagli uomini del Nucleo Investigativo del Reparto operativo di Pescara, perché si era rimesso a spacciare droga dopo essere uscito dal carcere, nonostante fosse ai domiciliari.

Aveva ottenuto il permesso di uscire da casa due volte a settimana, cioè il martedì e il giovedì pomeriggio, per esigenze terapeutiche. Ma i carabinieri, coordinati dal maggiore Massimiliano Di Pietro, lo hanno fermato a Rancitelli mentre si intratteneva con una donna, anche lei persona già nota alle forze dell’ordine. Ne è seguita una perquisizione, personale e domiciliare, e Cocciadiferro è finito di nuovo nei guai. Sapeva, evidentemente, di correre il rischio di un controllo, e si era organizzato per bene. Nella sua abitazione, a Villa Raspa di Spoltore, gli uomini dell’Arma hanno scovato 800 grammi di cocaina e 100 di eroina, per un valore complessivo di circa 85mila euro, oltre a 7450 euro in contanti, presumibilmente guadagnati spacciando stupefacenti. La cocaina era stata infilata nel cassone di un avvolgibile mentre l’eroina era dentro due tazzine per il caffé, pressata da due morsetti artigianali, il tutto nascosto sotto il mobile della cucina, dietro un fascione di legno usato per delimitare il mobile stesso. In casa c’erano anche un bilancino di precisione, tre smartphone e degli appunti manoscritti: analizzando i documenti i carabinieri hanno scoperto che molti clienti di Coccadiferro sono legati agli «ambienti ben frequentati della riviera pescarese».

Che il 58enne finito in carcere gestisse affari consistenti emergerebbe anche dall’analisi dei movimenti bancari e delle ricariche Postepay esaminati, i cui importi variano da tremila a cinquela, fino a diecimila euro. Il ritrovamento del materiale ha portato all’arresto del 58enne, accusato di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti ed evasione. Ora gli investigatori vogliono capire le connivenze di cui godeva e, per avere delle risposte, esamineranno i due profili Facebook dell’uomo, uno riconducibile direttamente a lui e l’altro aperto sotto falso nome, forse usato per contattare determinate persone, anche legate al mondo della droga.

Il sequestro conferma, per ilcolonnello Gaetano La Rocca, che c’è una certa «effervescenza nel mercato dello spaccio» e che la richiesta di stupefacenti, seppure arrivi dalla parte «sana» della città, «attira e quindi alimenta la presenza in questa zona di organizzazioni criminali, compresa la criminalità organizzata». In questo caso uno dei terminali degli affari era Cocciadiferro, insieme ad altri spacciatori che si sta cercando di identificare e che potrebbero essere degli insospettabili. E il fatto che il 58enne abbia ripreso a commettere reati, dopo il carcere, dimostra «quanto sia redditizio lo spaccio».

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