Spaccia droga e prende il sussidio: scoperta una truffa di 20mila euro

La donna, 63 anni e un figlio ai domiciliari, aveva certificato di avere a carico la famiglia di incensurati Smascherata dai controlli incrociati che le fiamme gialle portano avanti sui redditi di cittadinanza
PESCARA. Le indagini della Guardia di finanza di Pescara non si fermano, ed ecco che un altro furbetto del reddito di cittadinanza viene smascherato.
Questa volta, a finire nella rete delle fiamme gialle è una pescarese di 63 anni, pluripregiudicata per spaccio di sostanze stupefacenti, che per circa diciotto mesi ha percepito 1.100 euro al mese di reddito di cittadinanza, pur avendo un figlio agli arresti domiciliari per oltraggio a pubblico ufficiale. Nel predisporre la domanda di sussidio, che naturalmente prevede delle regole precise per il suo ottenimento, la donna ha fornito delle false attestazioni, tralasciando di evidenziare la posizione del figlio che le avrebbe impedito di percepire il reddito e, al contrario, certificando di avere a carico una famiglia di incensurati. Intascando così un mensile che non le spettava e truffando lo Stato per oltre 20 mila euro. Ma ormai la macchina dei controlli incrociati, tra Inps e Guardia di finanza difficilmente lascia scampo ai furbetti. Così è stata accertata l’indebita percezione del sostegno economico ai danni delle casse della spesa pubblica nazionale e, grazie a questi controlli, le fiamme gialle sono riuscite a denunciare la donna, ora indagata per aver prodotto documentazione non veritiera, finalizzata a intascare il contributo non spettante per la mancanza dei requisiti previsti dalla legge.
La finanza, come sempre, ha anche fatto predisporre la revoca del beneficio e chiesto il sequestro preventivo delle somme ottenute illecitamente. L’operazione “Parassita” voluta dal comandante provinciale delle fiamme gialle di Pescara, colonnello Antonio Caputo, è quindi sempre aperta. I controlli sono ormai continui, proprio per evitare situazioni del genere che purtroppo sono sempre più in crescita: una vera e propria lotta agli sprechi di denaro pubblico che la finanza sta portando avanti a tutela del bilancio statale, ma anche delle famiglie oneste e realmente bisognose delle misure a sostegno del reddito.
Grazie ai controlli incrociati con le banche dati dell’Inps, la Guardia di finanza riesce a ottimizzare la ricerca di questi furbetti del reddito di cittadinanza, andando a spulciare le situazioni ritenute “a rischio”. E infatti, negli ultimi sei mesi, l’attenzione degli uomini del colonnello Caputo si è rivolta a un centinaio di percettori, riuscendo a trovarne quasi il 50 per cento con posizioni irregolari. «Il dispositivo operativo del comando provinciale della guardia di finanza di Pescara», si legge nella nota diffusa in relazione all’ultimo caso scoperto, «nasce per prevenire e contrastare i fenomeni di illecita percezione, concentrando l'attenzione sulle posizioni connotate da concreti elementi di rischio». E fra questi, sicuramente, rientrano le posizioni di chi ha già violato la legge e ha subìto misure restrittive di qualsiasi tipo.

