Spacciatore 46enne accusato della morte di una ragazza

Decesso per overdose di farmaci, l’uomo resta ai domiciliari Incastrato dalle confezioni di medicine che aveva in casa
PESCARA. È accusato di aver ceduto una dose letale di medicinali a una giovane pescarese, morta il 28 settembre 2017. Per questo Andrea Foglietta, 46 anni si è visto notificare un provvedimento di arresto dai carabinieri della compagnia di Pescara. Il reato di cui deve rispondere è morte come conseguenza di altro reato. E potrà rimanere ai domiciliari, dove si trova dal mese di febbraio per un primo arresto, eseguito sempre dagli uomini dell’Arma, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro e dal tenente Antonio Di Dalmazi. Sono stati loro a coordinare una serie di accertamenti approfonditi a carico di Foglietta dopo la morte della giovane chiedendo anche il supporto degli uomini del Ris di Roma, che si è rivelato fondamentale.
Le indagini prendono il via a settembre, dopo il decesso improvviso della giovane. I carabinieri perquisiscono l’abitazione e trovano dei medicinali analgesici oppioidi molto potenti. Indagano sulle ultime ore di vita della donna e sulle sue amicizie. Tra le persone che frequenta da qualche mese c’è Foglietta, con il quale si scambia dei messaggi su Facebook. I due parlano attraverso il social network anche di stupefacenti e il 46enne si vanta di avere a disposizione varie droghe e medicinali contenenti oppiacei. Tutte confezioni che Foglietta riesce a procurarsi in maniera lecita, per curarsi, e che poi, sostengono i carabinieri, cede a titolo oneroso ad altri. Controllando i suoi movimenti gli investigatori scoprono che spaccia hascisc, marijuana e medicinali e che si fa pagare perfino chiedendo la pulizia della sua abitazione. Nell’ambito di questa prima fase di accertamenti, a fine settembre, i carabinieri perquisiscono la sua abitazione e scoprono che Foglietta ha realizzato una centrale di spaccio. Nell’alloggio ci sono 25 grammi di marijuana e decine di scatole di medicinali usati per dolori acuti e cronici (analgesici di derivazione oppiacea e a base di benzodiazepine). Dopo questa scoperta i carabinieri chiedono che Foglietta venga arrestato e, a febbraio, il giudice dispone i domiciliari per il reato di spaccio. Nel frattempo l’attenzione nei confronti del 46enne rimane alta per individuare eventuali responsabilità per la morte della donna. Dall’autopsia e dalla relazione di un consulente della Procura emerge che il decesso è avvenuto per edema polmonare acuto in seguito a una overdose da oppiacei e che nel sangue c’erano tracce di morfina derivanti dall’assunzione di farmaci. Il cerchio si chiude quando vengono confrontati i medicinali sequestrati a casa della donna con quelli che aveva Foglietta: per i Ris le confezioni della vittima proverrebbero dallo spacciatore. Di qui la decisione del giudice Elio Bongrazio di disporre l’arresto, eseguito due giorni fa (il pm è Rosaria Vecchi).
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