Spaccio e criminalità La gente a Fontanelle ha sempre più paura

24 Novembre 2016

Grido d’allarme dal quartiere attraverso i Cinque stelle «Serve un posto fisso con militari e servizi sociali»

PESCARA. «Se vogliamo che la città diventi più sicura la “bomba” da disinnescare è Fontanelle». Il tanti onesti del problematico quartiere popolare di Pescara lanciano il loro grido d’allarme in questi giorni in cui il tema sicurezza nelle città è tornato di grande attualità. E lo fanno attraverso l’associazione “Insieme per Fontanelle”, che tante battaglie per la legalità ha portato avanti nel corso degli anni in questa zona, rappresentata dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari, che spiega: «Ora la faccia ce la metto io, perché qui la gente che pure nel tempo si è fatta avanti e ha denunciato il microcrimine diffuso, è stanca di subire ritorsioni, si sente abbandonata e ha giustamente paura».

Il cuore del quartiere sono le case Ater di via Caduti per Servizio: vi abitano 400 famiglie, in appartamenti in gran parte cadenti, in cui piove e la muffa infiltra ogni parete, una trentina quelle «criminali», ovvero in cui più componenti sono pluripregiudicati. E molti occupano abusivamente le case.

«La sanatoria per gli occupanti senza titolo degli alloggi dell’Ater approvata qualche giorno fa in Regione ha dato il colpo di grazia alla gente per bene che abita qui», attacca Pettinari, «che paga l’affitto e che magari è rimasta senza lavoro, o vive di pensione, che insomma campa con poche centinaia di euro al mese ed è circondata da persone che tra spaccio di droga, rapine e quant’altro tira su anche mille euro al giorno e, quando lo fa, ne versa 15 di affitto o altrimenti occupa e ora non è neanche più un abusivo».

Insieme per Fontanelle chiede un posto fisso di polizia in via Caduti per Servizio, magari con un agente e due militari, e uno sguardo privilegiato da parte di servizi sociali, con operatori che frequentino quotidianamente la zona. «Per la sicurezza del centro e delle altre aree della città occorre agire con prevenzione seria e repressione nelle periferie», osserva il pentastellato. «A Fontanelle e a Rancitelli ci sono le maggiori centrali di spaccio dell’intero Abruzzo. Abbiamo avuto una stagione di attentati incendiari e ritorsioni contro chi denunciava le illegalità, e penso a Nello Raspa e a tante azioni fatte con Don Max, dopo la quale le forze dell’ordine si sono viste più spesso e le iniziative collettive anche. Poi tutto si è dissolto», incalza Pettinari, «e così è qui che vive la “signora dei mandarini” arrestata qualche giorno fa con la droga; da qui, al civico 25, partì il commando che uccise Domenico Rigante; qui hanno trovato più volte pistole negli ascensori e armi nelle case, qui la sera si addestrano a sparare ai lampioni, è di qui uno ragazzi che si divertiva a pestare la gente per strada, gli adolescenti qui ciondolano nel parco ed emulano i genitori, quindi sono spesso violenti e bulli, vanno in centro a fare scippi e furti, 3 giorni fa hanno sfondato un’auto e il vandalismo è il loro unico passatempo». Non sono la maggioranza, «perché qui di gente onesta ce n’è tanta davvero», ribadisce Pettinari, «ma sono quelli più prepotenti che poi caratterizzano una situazione».

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