Spaccio e preziosi ventenni ladri in casa per comprare droga

L’operazione Gold Market, due arresti e 15 giovani indagati Furti di oro ai genitori e anche di gasolio dal mezzo del nonno
PENNE. Gasolio rubato al trattore del nonno, oggetti in oro ai genitori e ai parenti e anche il progetto di andare a rubare nello studio di un avvocato: furti che vanno da 500 a 1.200 che servivano ai giovanissimi per comprarsi la droga. C’è un contesto che parla attraverso «tre livelli» nell’inchiesta del pm Barbara Del Bono e dei carabinieri di Penne alla guida del capitano Massimiliano Di Pietro che hanno sgominato la banda che faceva arrivare la droga nell’area vestina e in cui si muovevano giovanissimi, ragazzi di vent’anni finiti sul registro degli indagati, che pur di procurarsi la droga avrebbero rubato oro in casa di genitori e zii fino ad arrivare a progettare il furto nello studio di un avvocato che assisteva uno dei giovani. Ci sono tanti ragazzi di 20 anni nell’inchiesta che ha portato agli arresti di Alfredo Rozzi, 47 anni di Montesilvano, e ai domiciliari il suo collaboratore Gianfranco Palmaricciotti, 48 anni di Città Sant’Angelo – un 32enne è ancora ricercato – considerati i vertici dell’organizzazione che avrebbero rifornito la droga nell’area vestina. Alla base, ci sarebbero stati quei giovanissimi che, pur di procurarsi marijuana, non avrebbero esitato a rubare in casa dei genitori, come è emerso durante le indagini: monili che, poi, sarebbero stati rivenduti ai vari Compro oro. Rozzi, chiamato il «dominus» di una sorta di centrale dello spaccio è assistito dall’avvocato Carlo Di Mascio e si difenderà dall’accusa anche di estorsione durante l’interrogatorio di lunedì mattina davanti al gip Mariacarla Sacco.
Nell’inchiesta sono così finite altre 15 persone, quasi tutte ventenni della zona, accusati di detenzione di sostanze stupefacenti e che contribuiscono a ricostruire quello spaccato dell’ambiente giovanile dell’area vestina, come viene definito nell’ordinanza di custodia cautelare, che il pm ha illustrato dividendolo in tre gradini. «C’è un primo livello a cui appartengono gli assuntori di stupefacenti che si prestano anche a vendere la droga soprattutto per ricavare soldi necessari per poter acquistare a loro volta lo stupefacente», è scritto nell’ordinanza. «Un secondo livello formato da chi spaccia con una certa professionalità e continuità e quindi un terzo livello, di maggiore spessore criminale, di chi spaccia principalmente con il fine di produrre reddito e avvalendosi dell’ausilio di persone che li circondano come nel caso di Rozzi». All’appello manca una terza persona, un 32enne della zona vestina, ancora latitante e su cui pende un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.
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