Spaccio nei supermercati, tre arresti

Stroncato un giro di droga in un circolo privato: con una telecamera nascosta i carabinieri riprendono 200 cessioni
MONTESILVANO. Pensavano di passare inosservati, tra scaffali, bancali e carrelli della spesa. E invece i carabinieri, spiando la situazione a distanza, hanno intuito che il supermercato sarebbe stato usato come luogo di incontro per il passaggio di droga e un po’ alla volta hanno ricostruito il quadro. Fino a quando, due sere fa, le persone coinvolte in questo giro sono state arrestate dai carabinieri della compagnia di Montesilvano. Sono Massimo Cicolini, 44 anni, gestore del circolo privato “World Club” di via Luciani, Fabrizio Diodati, 47 anni, e Antonio Scurti, 32 anni, tutti di Montesilvano e già conosciuti alle forze dell’ordine. Il primo è finito in carcere, mentre agli altri sono stati concessi i domiciliari.
Le indagini dei carabinieri, andate avanti da ottobre 2014 ad aprile 2015, hanno preso il via dal circolo “World Club”, quando è cominciata a circolare la voce dello spaccio di stupefacenti nel locale. Per tenere d’occhio la struttura e capire cosa accadesse all’interno, i militari dell’Arma, coordinati dal capitano Vincenzo Falce, hanno piazzato una telecamera che ha consentito di spiare in tempo reale le mosse di gestore e frequentatori. Eseguendo anche una serie di controlli all’esterno, gli uomini dell’Arma hanno appurato che alcuni tossicodipendenti uscivano da lì con la droga in tasca mentre altri consumavano stupefacenti direttamente all’interno del “World Club”, e andavano via “puliti”. Tutto questo interesse dell’Arma, però, avrebbe fatto sorgere dei sospetti tra coloro che si muovevano nel circolo, e le precauzioni sarebbero aumentate, per evitare guai. Alcune conversazioni sono diventate mute, riferiscono i carabinieri che osservavano la scena dal monitor collegato alla telecamera nascosta. E alcuni dialoghi avvenivano semplicemente a gesti, per cui gli investigatori hanno dovuto interpretare questa mimica per arrivare a capire le intenzioni di Cicolini e degli altri. E in una occasione hanno captato che qualcuno ha prima raggiunto il circolo e versato del denaro per avere la droga e poi, in un secondo momento, lo stupefacente sarebbe stato consegnato da Diodati e dalla moglie in un supermercato di Montesilvano. In quel punto vendita si sono fatti trovare i carabinieri, ad aprile dell’anno scorso, che hanno proceduto a un primo arresto di Diodati e della donna, che hanno subito una perquisizione a casa, dove è stata scovata della droga.
Anche in un’altra occasione gli investigatori hanno capito, limitandosi a studiare i gesti di chi si trovava nel circolo privato, che lo stupefacente sarebbe stato consegnato successivamente in un supermercato. E per il passaggio di droga sarebbe stata sufficiente una stretta di mano con l’acquirente, che in effetti c’è stata, come appurato dai carabinieri dopo aver esaminato le registrazioni delle telecamere di questo secondo punto vendita.
I ruoli rivestiti dai tre indagati sono diversi, per chi ha seguito l’indagine. Mentre Cicolini viene ritenuto la mente, Diodati avrebbe collaborato al suo fianco e Scurti si sarebbe rifornito dal primo di quantitativi di droga consistenti per poi spacciare all’esterno in autonomia. Le cessioni di droga ricostruite sarebbero circa 200, da meno di un grammo fino a 10 grammi di cocaina e, in parte, di hascisc.
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