Spaccio oltre il cancello a Rancitelli, Masci: «Situazione nota»

30 Ottobre 2026

Il sindaco interviene dopo i video su via Lago di Capestrano forniti da Pettinari: «Sull’alloggio abbiamo avviato un procedimento di decadenza, ma è bloccato» 

PESCARA. Che si spacci oltre l’inferriata di ingresso del civico 15 in via Lago di Capestrano, a Rancitelli, il Comune lo sa già. Lo sa da tempo e, per questo, ha segnalato la situazione anche all’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale che gestisce quegli alloggi dove le famiglie più fragili e bisognose trovano un tetto. Ma a volte è proprio dentro quelle case che riescono a infiltrarsi i fortini della droga e i laboratori dello spaccio. Come accade al civico 15. Sono i video denuncia forniti dal consigliere comunale Domenico Pettinari a raccontare quelle scene di degrado: un via vai di clienti a tutte le ore che, in pochi secondi, si trasforma in una macchina di droga e soldi. Ma il sindaco Carlo Masci lo sa. «La situazione è ben conosciuta», spiega il primo cittadino, «il Comune ha da tempo, nei modi e nei termini di legge, avviato un procedimento di decadenza, al quale è stata fatta opposizione e il Tribunale ha sospeso la procedura in attesa della decisione nel merito». Un intoppo burocratico che, dunque, tiene “in ostaggio” quell’appartamento. Mercoledì mattina è andato in scena il maxi blitz delle forze dell’ordine, che hanno passato al setaccio tutto il quartiere, in particolare il quadrilatero attorno a via Imele e via Lago di Capestrano. Al termine, quattro alloggi murati, un arresto, una denuncia e svariate segnalazioni amministrative.

A muso duro, Masci replica al consigliere Pettinari, presente mercoledì mattina al blitz. «Neanche dinanzi a operazioni di così grande impatto l’opposizione riesce ad avere il buon senso di limitarsi a riconoscere il lavoro delle istituzioni», dice. «Si preferisce sempre cercare la polemica speciosa, sorvolando sul fatto che, a fianco a interventi di questa portata, ci sono mesi e mesi di attività silenziosa di donne e uomini che dedicano anima e corpo al contrasto della criminalità». Masci non si rivolge solo a Pettinari e risponde anche al vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli (Pd), che ieri ha denunciato «l’abbandono del rione» e i cantieri fermi nella zona. «A criticare sono due categorie di politici: quelli che hanno amministrato senza muovere un dito per migliorare le condizioni di questi quartieri da sempre difficili», afferma riferendosi a Blasioli, ex vicesindaco della città durante l’allora giunta Alessandrini. Poi è il turno di Pettinari, che per Masci rientra nella categoria di «quelli che non hanno mai amministrato, ma si atteggiano a sceriffi, urlando e intralciando con i loro comportamenti impropri il lavoro investigativo di chi opera ogni giorno sul territorio».

Masci si sofferma sulla situazione del civico 15, di cui ieri questo giornale ha pubblicato alcuni fermi immagine dei video che mostrano ciò che accade in quegli alloggi. E il sindaco dice: «Rappresentare un alloggio di via Lago di Capestrano come un covo dello spaccio e farlo passare come una scoperta investigativa esclusiva è veramente avvilente, soprattutto perché è totalmente privo di aderenza alla realtà dei fatti». Per il primo cittadino, i fatti stanno così: «La situazione è ben conosciuta e il Comune ha da tempo, nei modi e nei termini di legge, avviato un procedimento di decadenza, al quale è stata fatta opposizione e il Tribunale ha sospeso la procedura in attesa della decisione nel merito. Il denunciato rallentamento burocratico, quindi, dipende da un provvedimento giudiziale e non certo dal Comune e dall’Ater, che, invece, auspicano la definizione della causa nel più breve tempo possibile, in modo da poter effettuare le operazioni di sfratto».

Detto ciò, Masci replica alle accuse dell’opposizione passando in rassegna gli interventi fatti in questi anni dal centrodestra. «In tanti anni su Rancitelli abbiamo sentito di tutto e nessuno ha mai fatto nulla, soltanto strilli a vuoto per fini elettoralistici. Tanto strillare non costa nulla, visto che chi strilla non deve assumersi alcuna responsabilità. La differenza rispetto a prima è che, dal nostro insediamento, abbiamo realizzato interventi che stanno cambiando il volto di quella e di altre zone difficili di Pescara», dice il sindaco. «Nessuno poteva immaginare che avremmo colto obiettivi che sembravano impossibili, che è utile a tutti ricordare: la demolizione del Ferro di Cavallo, dei tre palazzi abbandonati di via Lago di Borgiano, al posto dei quali sta sorgendo una grande piazza, e degli scheletri di proprietà Clerico; la riqualificazione del Parco dell’Infanzia, oggi animato da sedici associazioni di volontariato che danno ai ragazzi del quartiere un luogo sicuro nel quale poter fare sport, musica, arte e altre attività, e del campo Donati, dove giocano a calcio tanti ragazzi provenienti da tutta Pescara». E ancora: «Abbiamo compiuto interventi importanti, come la trasformazione degli immobili confiscati alla criminalità in residenze per persone fragili e la realizzazione della strada Pendolo per collegare le aree più marginali al centro città. Pensare di cancellare completamente droga e criminalità è solo fantascienza. Ciò che conta è contrastare quotidianamente, con determinazione, forza e risultati concreti, i fenomeni devianti».

Se Pettinari è spesso minacciato e intimidito per le sue denunce contro il degrado, anche il sindaco Masci lo è. «So cosa significa: da quando sono sindaco ricevo continuamente insulti, diffamazioni, accuse e minacce di ogni genere». Lo stesso vale per tutti coloro che collaborano e lavorano ogni giorno su queste pratiche. «Ringrazio ancora le forze dell’ordine e i dipendenti comunali delle Politiche abitative, che affrontano quotidianamente situazioni complesse, anche prendendosi minacce e intimidazioni per le tante azioni di contrasto all’illegalità compiute in questi anni». Ma Masci e i suoi vanno avanti. «Nessuno potrà fermarci sulla strada che abbiamo intrapreso per restituire dignità e sicurezza alle persone perbene che vivono in quel quartiere. Sappiamo di essere dalla parte della legalità e continueremo a lavorare, senza proclami e senza cercare riflettori. Perché la sicurezza si costruisce con il lavoro, la collaborazione istituzionale e gli interventi concreti, non con gli strilli, le conferenze e i comunicati di chi preferisce apparire anziché agire. E i cittadini sanno distinguere chi lavora da chi fa soltanto propaganda spicciola».

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