spari a rancitelli

PESCARA. La lite a Rancitelli, i toni che si accendono, la confusione e tre colpi di arma da fuoco che finiscono nelle gambe di Emanuel Zuanel, pugile professionista di 33 anni da poco redento dal...
PESCARA. La lite a Rancitelli, i toni che si accendono, la confusione e tre colpi di arma da fuoco che finiscono nelle gambe di Emanuel Zuanel, pugile professionista di 33 anni da poco redento dal suo passato turbolento e il cui destino, ieri, è ancora cambiato.
Gambizzato in via Lago di Capestrano. E’ stato gambizzato in via Lago di Capestrano Zuanel, pugile sudamericano da sempre a Pescara, che ieri è stato raggiunto da tre colpi di arma da fuoco: uno in una gamba e due nell’altra. «Mi hanno aggredito e poi mi hanno sparato», ha detto il giovane ai poliziotti prima di entrare in sala operatoria e facendo il nome di chi, alle 17.10, lo ha gambizzato. Le ricerche sono andate avanti per tutta la notte ma la polizia non è riuscita a trovare l’uomo che ha impugnato l’arma sparando a Zuanel arrestando invece una delle quattro, cinque persone che hanno partecipato all’aggressione a Rancitelli: William Natali, 34 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine per furti e per spaccio.
Sono le 17.10 quando la polizia riceve la telefonata in cui qualcuno dice che a Rancitelli stanno sparando. La Squadra Mobile diretta da Pierfrancesco Muriana e gli agenti della Volante diretti da Dante Cosentino arrivano in via Lago di Capestrano trovando, però, solo una gran confusione ma nessun corpo a terra, nessun ferito. Nel frattempo, dall’ospedale arriva la telefonata che un ferito è stato portato da qualcuno in macchina: erano forse in due nell’auto che ha portato Zuanel all’ospedale, due persone che devono essere ancora identificate e che hanno abbandonato macchina e ferito per poi sparire.
Arrestato uno degli aggressori. Zuanel è stato quindi operato e, prima di entrare in sala operatoria, ha fornito la sua versione ai poliziotti coordinati dal pm Barbara Del Bono: «Mi hanno massacrato di botte e uno mi ha sparato». Il pugile fa il nome alla polizia che inizia a dare la caccia a chi, ieri pomeriggio, ha sparato alle gambe del ragazzo. C’è forse la droga dietro quei tre colpi ma il motivo della lite e degli spari deve essere ancora accertato così come non è stata trovata l’arma. Mentre la polizia scientifica si è occupata di fare i rilievi nel luogo dove il pugile è stato gambizzato in questura sono state portate varie persone e una è stata arrestata: è il 34enne Natali, arrestato nel 2012 per il furto di carburante di un autocarro. Su Natali pendono le accuse di tentato omicidio e porto abusivo di arma mentre un’altra persona che, inizialmente era stata portata in questura, è stata poi rilasciata. Natali, secondo la prima ricostruzione, avrebbe partecipato all’aggressione del pugile ma a sparare sarebbe stata un’altra persona a cui gli investigatori stanno dando la caccia.
Il pugile fa il nome di chi gli ha sparato. E’ stata la stessa vittima, poco prima di essere operata, a fare il nome dell’uomo che gli ha sparato aggiungendo di essere stato «massacrato di botte» ma senza fare riferimento al motivo della lite. Poi, il pugile, che non è in pericolo di vita, è stato sottoposto all’intervento. Perché quella lite? E’ anche questo quello che stanno cercando di capire gli investigatori che seguono la pista della droga senza tralasciarne altre e le cui indagini proseguono per individuare tutti i partecipanti all’aggressione oltre che chi ha sparato insieme alle persone che hanno portato il pugile in ospedale.
Zuanel, l’arresto e il riscatto con la boxe. Per Zuanel, ieri, la vita è cambiata ancora perché il boxeur, campione italiano dei Superwelter a 17 anni e diventato professionista nel 2002 vestendo anche la maglia della nazionale, aveva recentemente trovato nei guantoni il suo riscatto, pentendosi degli errori commessi e tornando sul ring lo scorso anno dopo un paio di anni trascorsi in carcere.
Nel 2010 il giovane, la “pantera nera” della Pugilistica Di Giacomo in via Vestina a Montesilvano, era stato arrestato con l’accusa di aver sparato due colpi di pistola davanti alla casa della sua ex fidanzata e di aver ferito, durante una colluttazione, la ragazza, la madre e il padre.
Il pugile aveva lasciato il carcere nell’ottobre 2013 dicendosi pronto a cambiare in nome della boxe. Il ragazzo era anche stato ospite di una trasmissione su Raidue in cui aveva raccontato la sua storia e affidato ai guantoni quel desiderio di riscatto. La sua carriera, così, era ripresa da poco con un incontro a fine dicembre dello scorso anno al Palasport dei Gesuiti mentre in questo periodo Zuanel si stava allenando per un incontro a Parigi. Perché ieri il pugile era a Rancitelli? E’ anche su questa domanda che stanno lavorando gli investigatori.
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