Spari a ridosso della Riserva Indagini dei carabinieri
PENNE. Spari di carabina nella notte tra martedì e mercoledì a ridosso della riserva naturale Lago di Penne, in contrada Mallo a Penne. A raccontarlo è il direttore scientifico della riserva, Osvaldo...
PENNE. Spari di carabina nella notte tra martedì e mercoledì a ridosso della riserva naturale Lago di Penne, in contrada Mallo a Penne. A raccontarlo è il direttore scientifico della riserva, Osvaldo Locasciulli.
«Non è assolutamente un caso isolato», racconta Locasciulli. «Sparano con la carabina che ha una lunga gettata ed il pericolo per la pubblica incolumità è altissimo. Noi mettiamo sempre delle foto trappole con la speranza di scovare qualche cacciatore. Il problema esiste ed è concreto», prosegue Locasciulli. «Prima dell’emergenza coronavirus avevo chiesto personalmente udienza al Prefetto per esporre il problema, ma poi l’emergenza Covid-19 ha fermato il tutto. Abbiamo delle trappole di cattura che potrebbero ridurre la presenza dei cinghiali senza creare rischi alla salute pubblica. Attendiamo che il Comune di Penne autorizzi l’utilizzo», conclude il direttore scientifico Locasciulli. Anche il direttore responsabile della riserva, Fernando Di Fabrizio, ha confermato la situazione di caccia a ridosso della zona protetta.
«Sento sparare di notte vicino alla riserva, in particolare nel Fosso della Sardella, lungo il sentiero Serafino Razzi. Abbiamo segnalato più volte questa situazione anche ai carabinieri di Penne. So che ci sono delle indagini in corso. Di certo c’è una pressione venatoria a ridosso della riserva che crea un rischio altissimo anche per l’incolumità pubblica. Rileviamo spesso anche la presenza di jeep e motocross nelle aree protette. Con le foto trappole abbiamo rilevato che un branco di 10 cinghiali si è ridotto a 3 sole unità nel giro di dieci giorni si è ridotto in modo naturale a tre unità. A dimostrazione che la natura, tramite i lupi, effettua già una selezione», conclude Di Fabrizio. (f.bel.)
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