«Spariti gli istituti locali noi, banca degli abruzzesi»

14 Dicembre 2014

Il presidente della Bcc Savini: chiudiamo l’anno con 6,7 milioni di utile ma il Credito Cooperativo, da solo, non può sostenere tutte le aziende

MONTESILVANO. Erano oltre 2.300, ieri sera al Palacongressi di Montesilvano, gli invitati alla Festa del socio organizzata dalla Banca di Credito Cooperativo di Castiglione Messer Raimondo e Pianella che, come ogni anno, riunisce i soci dell’istituto di credito fondato nel 1956 dal maestro elementare Angelo Pompei insieme a 92 soci fondatori, quasi tutti artigiani e agricoltori di Castiglione Messer Raimondo. Risale invece al 1996 la fusione con la Bcc di Pianella. Il presidente della banca Alfredo Savini e il direttore Simone Di Giampaolo hanno tracciato un bilancio dell’anno. «È ottimo, usciamo con un utile netto di 6,7 milioni di euro», dice il direttore, «soprattutto se lo guardiamo sotto forma di Roe (return on equity, esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto, ndc) che nel 2013 era del 10 per cento mentre quest’anno è del 13».

Presidente, allargando l’orizzonte come si chiude l’anno per il sistema banche nella nostra regione?

«Il sistema banche in Italia è in difficoltà, in Abruzzo ancora di più perché abbiamo perso tutte le banche locali e il Credito Cooperativo è diventato il punto di riferimento per le piccole e medie aziende, ma solo il credito cooperativo non riesce a sostenere il sistema produttivo abruzzese».

Il fatto che le banche locali siano passate sotto altri gruppi per voi è un vantaggio?

«In termini relativi abbiamo più visibilità perché siamo gli unici rimasti del territorio, ma in generale per l’economia abruzzese è un problema, essendo la nostra regione fatta di piccole e medie imprese. Il fatto è che quando muore una banca locale non ci si basa più sulle persone ma si guarda solo al rating. Noi invece guardiamo ancora il singolo cliente. Però le Bcc da sole non riescono a tenere in piedi l’economia abruzzese. Abbiamo bisogno di altre banche locali che sostengano il territorio e che guardino alle persone e non al rating».

Nel 2014 avete aperto due nuovi sportelli automatici, ci saranno novità anche nel prossimo anno?

«Sì, abbiamo aperto due sportelli automatici ovvero due uffici di rappresentanza, uno a maggio in via Venezia a Pescara e l’altro sempre a Pescara in piazza Duca degli Abruzzi a ottobre. Stiamo allestendo uno sportello dello stesso tipo anche a Pescara Colli. In tutti c’è sempre la presenza di un dipendente, perché vogliamo essere innovativi ma anche fedeli alla nostra natura e al rapporto con i nostri clienti. Abbiamo anche ripreso la tradizione dell’apertura al sabato della filiale di Penne, che tanti anni fa nacque proprio per affiancarsi al mercato cittadino che si tiene di sabato. La risposta della clientela c’è stata ed è positiva. A Pianella invece abbiamo inaugurato i locali della struttura definitiva».

Che cosa vi chiedono i vostri soci e clienti?

«In questo momento la funzione della banca è più rivolta alla ristrutturazione dei debiti che a nuovi investimenti. Quasi tutte le richieste di credito che ci vengono rivolte non sono per nuova finanza ma per ristrutturazioni. Le imprese stanno soffrendo tutte, tranne quelle che esportano. Mentre le famiglie hanno il problema del lavoro. Per questo motivo abbiamo concesso la sospensione per le rate del mutuo e abbiamo rimodulato le rate stesse in base alle nuove effettive capacità di rimborso».

Avete anche confermato alcune iniziative di solidarietà?

«Sì, come il contributo straordinario di 50 mila euro alla Caritas o i 60 mila euro per le cento social card date alle famiglie bisognose».

Quali le prospettive per l’anno nuovo?

«La nostra banca è in crescita, i dati sono interessanti. Prevediamo nuove aperture perché continueremo a rafforzare la nostra presenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA