Spaventati dalla proposta di legge per rendere legale la marijuana

L’AQUILA. Gli arrestati avevano individuato la zona della Marsica, e in particolare del Fucino, come luogo ideale per la produzione della marijuana, attività da lungo tempo svolta nella provincia di...
L’AQUILA. Gli arrestati avevano individuato la zona della Marsica, e in particolare del Fucino, come luogo ideale per la produzione della marijuana, attività da lungo tempo svolta nella provincia di Napoli. Motivo? Ritenevano di poter operare in maniera pressoché indisturbata, confidando in una scarsa azione di controllo da parte delle forze dell’ordine del posto. Emerge dell’inchiesta e da centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali. Parlando del terreno dove erano state messe a dimora circa 3mila piante, Ciro Gargiulo dice: «Una pace». Alludendo, per gli investigatori, all’assenza di controlli. E Gargiulo parla anche della proposta di legge sulla legalizzazione delle droghe leggere che avrebbe pregiudicato gli affari. Ma il vero allarme scatta dopo la scoperta della piantagione di Luco. Come si evidenzia in un’intercettazione a Carmine Di Lorenzo. Parla con una familiare: «Oh, vedi che qua si sono presi il cavallo, io me ne sono andato! Diglielo a papà che va a prendere i soldi da un’altra, la... che se ne va... hai capito?». Per gli investigatori si allude chiaramente al sequestro della piantagione e alla fuga in atto da parte di Di Lorenzo e Diodato Di Martino, che era alla guida della macchina. Ci sono poi le intercettazioni che riguardano le donne residenti a Luco. Dalle parole di Veronica Casillo e della madre Anna Scotto Di Gregorio, secondo gli investigatori, c’è la conferma «non solo del diretto coinvolgimento delle due donne, ma anche che l’attività in questione fosse stata organizzata e finanziata da personaggi dell’area campana dediti a tale tipo di operazioni: in particolare la donna si prodiga alla ricerca del denaro necessario per le spese legali dello Scipioni (il compagno arrestato, ndr) che, reputa, debbano essere sostenute da altri, come tipicamente avviene all’interno dei sodalizi criminali. In un’intercettazione del novembre 2016 Anna Scotto parla con Criscuolo: «Perché gli servivano un anticipo di duemila euro che dobbiamo fare un assegno all’avvocato urgentissimo».
Antonio: «Sì».
Anna: «Ma tu non puoi salire evvè?»
Antonio: «Ang... eh Anna io sabato sto ad Avezzano».
L’imprenditore Gianfranco Scipioni è difeso dagli avvocati Roberto Verdecchia e Alessandro Marcangeli. (r.rs.)
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