«Spazio eventi dedicato a Cosma»

31 Maggio 2019

L’appello del cugino ai funerali dell’imprenditore simbolo della movida anni 90

PESCARA. «Il mio cuore batte a Pescara». Cosma Ricci non voleva mai andarsene dalla sua città, che gli ha dato onori e gloria come imprenditore simbolo della movida anni ’90.
Lo ripeteva sempre al cugino Sergio De Nicola, con cui ha condiviso la magia del Dams di Bologna e che ieri pomeriggio, durante i funerali di Ricci nella cattedrale di San Cetteo, ha chiesto ai pescaresi di creare «uno spazio eventi» oppure ideare un «concorso per talenti» intitolato a Cosma Ricci «o semplicemente Cosma». Tanto non aveva bisogno di presentazioni, il “padre” della discoteca La Fabbrica, colpito martedì sera da un malore che non gli ha dato scampo, all’età di 49 anni. E a Pescara si è spento quel «cuore generoso, padre esemplare e trascinatore di folle» come lo ricorda Donatello Coletti, compagno di scuola all’Acerbo. Amici, parenti, conoscenti, compagni di viaggio di notti scatenate. C’erano tutti, ieri pomeriggio, una folla di circa 300 persone davanti alla bara ricoperta di rose e gerbere multicolori, a dare forza e coraggio alla moglie Denise D’Apolito, docente di Lettere al comprensivo Alighieri di Spoltore, stretta al figlioletto Federico, 10 anni, (l’altro figlio più piccolo è Nicolò).
La sorella Maria Sole gli ha dedicato un messaggio: «Ora sei un buone mani, Cosma, il tuo cuore è dentro il mio cuore» letto da De Nicola che, seppur nel dolore della tragedia, è riuscito a strappare un sorriso quando ha detto dal pulpito che «ovunque andassi nei locali ero conosciuto sempre e solo come il cugino di Cosma». E invitato i presenti ad «andare al mare e salutare Cosma, tanto lui ci risponderà. Era speciale e stava talmente avanti che era impossibile fermarlo».
Nell’omelia, l’abate don Francesco Santuccione ha esortato la folla a pensare alla morte, «perché ci fa bene» per riscoprire il senso della vita. «Non sappiamo quando, dove e come moriremo», ha detto il parroco, «ci manca il respiro a pensarci, ci chiediamo se il Signore ci vuole bene. Ora Cosma, servo buono e fedele, marito e padre, vede tutto meglio e vi invita ad amarvi come lui vi ha amato». Poi, rivolto ai giovani, don Francesco ha pungolato: «Osate come ha osato lui». Allo scambio del segno di pace, i compagnucci della scuola di via del Concilio si sono stretti intorno al piccolo Federico per dargli conforto, poco prima che scoppiasse in lacrime e venisse accompagnato dalla madre fuori dalla cattedrale. Da Londra, l’amico Gennaro Capasso, scrive al Centro: «Conosco Cosma dai tempi del Thomas, lo seguivo come fan all’Halley club di Torre de’Passeri e allo Xanax. Insieme ci occupammo del KuArtClub di Orsogna. Alla serata inaugurale avevamo una fila di 15 km di macchine». Nella cattedrale hanno risuonato le note del violino di Davide Candeloro, collega di Denise, e la voce del soprano Sofia Romano accompagnata all’organo da Silvia Passeri. La salma di Ricci è stata tumulata nel cimitero dei Colli.