Spazzaneve contro l’auto Il Comune paga i danni
Montesilvano, l’amministrazione condannata a risarcire una residente Ma in causa l’ente non si presenta e nessuno rivela che la ruspa è privata
MONTESILVANO. Ha lasciato la sua macchina parcheggiata in strada e non l’ha più toccata per tre giorni a causa della neve fino a quando non ha sentito «un forte rumore»: una ruspa che, appena dopo la mezzanotte del 12 febbraio 2012, mentre stava pulendo la neve da via Pianacce, a Montesilvano, aveva «urtato e danneggiato» la Lancia Phedra di una residente. Lei ha citato il Comune per ottenere il risarcimento dei danni, il Comune non si è mai presentato in causa ed è stato condannato a pagare. «Ciascuno è responsabile delle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito», ha detto il giudice di pace Ermerinda Borzillo. Ma c’è un dettaglio: il Comune non ha una ruspa. Il mezzo è di una ditta chiamata dall’amministrazione durante l’emergenza neve di tre anni fa. Ma, con il Comune contumace nel giudizio, nessuno ha riferito il fatto al giudice che, di conseguenza, ha condannato l’amministrazione a risarcire 2.358,15 euro alla residente, assistita dall’avvocato Antonio Di Monte, «oltre alle spese legali che saranno liquidate dallo Stato, atteso che la signora ha avuto accesso al gratuito patrocinio». Lo Stato dovrà pagare anche il consulente tecnico che ha stimato i danni.
Oltre alla condanna a pagare per i danni provocati da una ditta esterna – la ruspa ha rotto la parte anteriore sinistra della Phedra –, è accaduto anche che 11 consiglieri, più il sindaco Francesco Maragno, abbiano votato il riconoscimento del debito fuori bilancio senza accorgersi che non è il Comune il proprietario del mezzo. L’unico a farsi la domanda è stato il dissidente di Forza Italia, Anthony Aliano, avvocato di professione. Aliano e altri 5 si sono astenuti. «Il difetto di legittimazione passiva», spiega, «può essere opposto in ogni stato e grado e, quindi, anche nella fase di esecuzione. L’amministrazione deve annullare la delibera». Per Aliano, in questa storia, sono stati commessi due errori: «Il primo è stato commesso dalla giunta Di Mattia che, dopo la notifica della citazione il 19 aprile 2013, non ha organizzato la rappresentanza in giudizio. Così, il Comune non si è costituito e non ha avuto difesa. Il secondo errore è stato commesso dall’amministrazione Maragno che, il 29 dicembre scorso, ha presentato un debito fuori bilancio in consiglio senza accorgersi che la colpa non è del Comune. Ed è grave che i consiglieri-soldatini abbiano votano favorevolmente senza sapere niente della delibera e fidandosi di due pareri errati. Se il Comune si fosse costituito, sarebbe stato spiegato quello che era successo e a pagare sarebbe stata l’assicurazione della ruspa. Ora», dice Aliano, «non mi meraviglierei se ci fossero altri casi così».
Non è la prima volta che il Comune non si presenta alle cause: sono altre 13 le condanne prese in questo modo. «Addirittura, il legale della residente ha rinotificato anche il verbale della prima udienza con il Comune contumace. Ma nessuno ha fatto niente».
La delibera, come tutti i debiti fuori bilancio, finirà alla Corte dei conti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

