Spazzatura lasciata per strada: in 19 multati con le fototrappole

Sono quasi tutti cittadini residenti tra Città Sant’Angelo e Silvi, sorpresi ad abbandonare i rifiuti in città L’assessore Cilli: troppi scostumati, aumenteremo dispositivi e tariffe delle sanzioni, ora di 300 euro
MONTESILVANO. Diciannove multe in venti giorni, con una media di un abbandono di rifiuti al giorno. Sono questi i numeri che a Montesilvano parlano di un fenomeno, quello degli “incivili”, ancora molto lontano dall’essere debellato. Nonostante le iniziative delle ultime amministrazioni comunali, infatti, ci sono ancora troppe persone che non rispettano le regole del vivere civile e del decoro urbano, creando mini discariche sia in luoghi appartati che in pieno centro cittadino.
I dati sono quelli che emergono da uno dei controlli periodici effettuati dalla polizia locale attraverso l’ausilio delle fototrappole, gli occhi elettronici che da qualche anno vengono posizionati nelle zone più critiche di Montesilvano per “pizzicare” chi abbandona i propri rifiuti fuori dai cassonetti.
A rendere noto quanto emerso dall’ultima ricognizione delle immagini video è il capitano Nino Carletti, della polizia locale di Montesilvano. «Su nove fototrappole», afferma, «finora siamo riusciti a visionare le immagini di tre dispositivi, quelle in via Piceni e in via Cavallotti, nella zona a confine con Silvi e Città Sant’Angelo. Sono stati effettuati 19 verbali, persone che hanno abbandonato i rifiuti per strada o fuori dai cassonetti. Il totale delle sanzioni ammonta a circa seimila euro. La quasi totalità (circa l’80%) è riconducibile a cittadini non residenti a Montesilvano. Molti hanno scaricato sacchi neri con, all’interno, materiale di ogni tipo; elettrodomestici e persino dei mobili».
Nelle prossime settimane, gli agenti del comandante Nicolino Casale passeranno al setaccio anche le riprese delle altre sei fototrappole, per poi sanzionare tutti i trasgressori individuati.
«Nessuna tolleranza nei confronti di chi abbandona i rifiuti», sottolinea il vicesindaco e assessore all’igiene urbana Paolo Cilli. «Purtroppo, paghiamo un prezzo troppo alto per l’assenza di senso civico da parte di persone che lasciano incuranti la spazzatura per strada. Tramite questi dispositivi elettronici, riusciamo a risalire ai “furbetti” che gettano sacchi di rifiuti in luoghi apparentemente non controllati. La cosa più grave è che le sanzioni sono state effettuate a persone residenti fuori città, un danno che incide sulle tariffe dei contribuenti».
Oltre al danno di vedere alcune strade della città trasformarsi in discariche a cielo aperto, i residenti di Montesilvano sono costretti anche ad accollarsi le spese, spesso ingenti dal momento che molti dei rifiuti sono speciali o ingombranti, relative alla rimozione da parte della ditta Formula Ambiente che gestisce il servizio di igiene urbana in città. Proprio per questa ragione, l’amministrazione De Martinis è pronta a inasprire il giro di vite contro chi inquina. «La nostra intenzione», annuncia l’assessore Cilli, «è di aumentare le multe che attualmente sono di circa 300 euro e di intensificare il numero delle fototrappole, con l’obiettivo di prevenire azioni di abbandono e smaltimento illegale sul territorio. È triste dover contare un numero in crescita di scostumati».
Negli ultimi anni le amministrazioni comunali hanno puntato molto sulla lotta all’abbandono di rifiuti, con investimenti e controlli mirati da parte della polizia municipale, e non solo attraverso le fototrappole. Tuttavia alcune zone della città continuano ad essere prese di mira, anche a causa della loro posizione isolata. È il caso della strada lungofiume dove in più occasioni sono state create delle discariche abusive anche di grandi dimensioni, tanto da spingere la giunta De Martinis, nei mesi scorsi, a transennare la via per disincentivare gli incivili. Restano aree sensibili anche le strade della zona industriale, via Saragat, il cortile di via Rimini, l'incrocio tra via Lazio e via Lucania, così come i sottopassi della circonvallazione su via Verrotti e corso Umberto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

