Speranza: parte da Teramo il segnale di fiducia all’Italia

Campus universitario riconvertito in centro vaccinale, fino a 3.600 dosi al giorno: «Piegata la curva dei casi, ma servono ancora prudenza e un impegno di tutti»
TERAMO. A circondare il ministro nelle aule e nei corridoi dell’ateneo teramano, ieri mattina, non c’erano gli studenti con i libri in mano, ma centinaia di anziani in attesa del vaccino e i camici bianchi con siringhe e fiale. Un’immagine da economia di guerra che rimarrà impressa quando la pandemia sarà solo un ricordo. Ma per il ministro della Salute, Roberto Speranza, «l’inaugurazione di un centro vaccinale all’interno di una università dà un messaggio di fiducia a tutto il Paese e il governo non poteva mancare. È un gesto simbolico importante, quello di portare la campagna di vaccinazione in un luogo che rappresenta l’idea di futuro».
Quello di ieri mattina non è stato solo il taglio del nastro del nuovo hub vaccinale della Asl teramana, allestito nel polo D’Annunzio del campus dell’Università di Teramo. Nelle 15 postazioni, che a pieno regime possono arrivare a vaccinare 3.600 persone al giorno, c’erano già le persone tra i 70 e i 79 in attesa della dose. Il ministro Speranza ha parlato con loro, visitando ognuna delle aule riconvertite del campus universitario.
FIDUCIA E PRUDENZA. Alla fine della visita, il punto con la stampa. «Le misure prese fino a oggi hanno consentito di piegare lievemente la curva dei contagi e adesso ci deve essere l’impegno di tutti per le prossime settimane», ha detto Speranza, «abbiamo superato 15 milioni di dosi, accelereremo ancora; questo ci consente di guardare con una certa fiducia al futuro. Le parole da declinare sono “fiducia” e “prudenza”. Il Covid è ancora presente, circola significativamente, ci sono ancora tante persone in terapia intensiva e in area medica». Poi ancora sul futuro della sanità: «Oggi più che mai c’è la consapevolezza di quanto conti il sistema salute. Come ha detto papa Francesco, dobbiamo imparare da questa lezione, non sprecarla e investire significativamente sulla nostra sanità pubblica».
LA BATTAGLIA DELL’ABRUZZO. Ad accompagnare il ministro Speranza c’era innanzitutto il presidente della Regione Marco Marsilio. «Si tratta di un centro vaccinale strategico, spero che questa visita sia stata utile per far comprendere al ministro come l’Abruzzo stia partecipando attivamente a questa battaglia contro il Covid», ha detto il governatore. Insieme a lui l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, secondo cui «l’Abruzzo ha dimostrato di essere una grande comunità che ha saputo reagire di fronte alla pandemia e di saper utilizzare a pieno i fondi messi a disposizione con una grande capacità di resistenza e coesione anche tra istituzioni». Nel corteo che ha accompagnato il ministro c’erano il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, il direttore generale della Asl teramana, Maurizio Di Giosia, e il suo direttore sanitario, nonché responsabile regionale della vaccinazione anti-Covid, Maurizio Brucchi. C’era anche il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi. Ma il padrone di casa era il rettore dell’Università di Teramo, Dino Mastrocola, che è anche presidente del Ccrua, il Coordinamento degli atenei abruzzesi. «La presenza del ministro ha onorato lo sforzo congiunto dell’università con l’Asl e il Comune di Teramo effettuato nella convinzione che la campagna vaccinale abbia bisogno di un ulteriore stimolo», ha detto il rettore, ribadendo il suo obiettivo: «Vogliamo riuscire a vaccinare gli studenti entro settembre».
LE ALTRE TAPPE. La visita al centro vaccinale di Teramo e la sua inaugurazione è stato solo l’atto conclusivo della mattinata in provincia di Teramo del ministro Speranza. Prima tappa a Giulianova, alla Piccola Opera Charitas, dove ha incontrato anche il sindaco giuliese Jwan Costantini. Poi nell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, dove, oltre a processare migliaia di tamponi, si individuano le varianti del virus. Ultima tappa, prima del campus universitario, è stato l’ospedale Mazzini di Teramo. Il ministro ha visitato i reparti di terapia intensiva, sub-intensiva e pronto soccorso. «Quella in Abruzzo è stata una mattinata intensa, c’è il segnale di una comunità che vuole lottare per chiudere questa fase e aprirne una diversa», ha concluso Speranza.
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