Sperona i carabinieri dopo il furto d’auto ma viene acciuffato

24 Maggio 2015

PESCARA. Dopo aver sottratto le chiavi dell'auto a un amico è salito a bordo e si è allontanato, ma lungo la strada ha incrociato i carabinieri che hanno tentato di fermarlo, per poi inseguirlo a...

PESCARA. Dopo aver sottratto le chiavi dell'auto a un amico è salito a bordo e si è allontanato, ma lungo la strada ha incrociato i carabinieri che hanno tentato di fermarlo, per poi inseguirlo a lungo. E' cominciata così la notte di follia di un 26enne di Pescara, Davide Tiberii, che i militari dell'Arma sono riusciti a fermare a fatica e che, alla fine, è stato arrestato. Sono proprio i carabinieri del Radiomobile a spiegare come si sono svolti i fatti. E' cominciato tutto verso le 3.30 in strada Colle Pizzuto, quando la Opel Insigna condotta da Tiberii è stata notata dalla pattuglia. Inutile l'alt imposto al conducente il quale, anziché fermarsi, ha tirato dritto e ha accelerato, ben sapendo di guidare un'auto non sua e di non avere la patente (perché revocata). Ha cercato in tutti i modi di seminare le pattuglie che cercavano di bloccarlo e non si è arreso facilmente. L'Opel ha percorso via della Bonifica, dopodiché ha attraversato San Donato e la Tiburtina per raggiungere l'asse attrezzato, senza preoccuparsi delle auto che incontrava, superandole pericolosamente, e senza curarsi troppo di rappresentare un pericolo vagante. Durante la sua folle corsa ha tentato in più occasioni di speronare le gazzelle, per fare in modo che abbandonassero l'impresa e una delle auto dell'Arma ha perso il controllo e si è praticamente alzata da terra per poi ricadere violentemente sull'asfalto, riportando danni consistenti. E' accaduto all'altezza del cantiere sull'Asse attrezzato, nei pressi dello svincolo del cementificio, ma questo non ha impedito ai carabinieri di proseguire l'inseguimento fino a via Lago di Borgiano, dove la Opel è stata abbandonata dal conducente, che ha continuato la sua impresa a piedi. Per far perdere le tracce Tiberii si è infilato nella rimessa degli autobus della Gtm, dove i carabinieri lo hanno raggiunto, ed è stato inutile il suo ulteriore tentativo di allontanarsi.

Per lui si sono aperte le porte del carcere, poco dopo, per i reati di furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, oltre a dover rispondere di guida senza patente. I militari, invece, sono finiti in ospedale, dove sono stati giudicati guaribili in dieci giorni.

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