Spesa a domicilio anche di notte Consegna con la parola d’ordine

I volontari del Centro operativo comunale portano a casa medicinali e viveri alle fasce più deboli L’assessore Seccia: «I cittadini potranno fare l’ordine il giorno prima. Ecco come evitare le truffe»
PESCARA. Come ricevere la spesa e i farmaci a domicilio? Chi può usufruire del servizio? Come evitare le truffe sulla soglia di casa?
Ai tempi del coronavirus le abitudini vengono stravolte. Il diktat istituzionale è: non uscire dalle proprie abitazioni se non per reali necessità, andare al supermercato o in farmacia a fare scorta di medicinali.
Chi non può farlo ricorre agli aiuti istituzionali, come quelli profusi dai circa 50 volontari del Coc (Centro operativo comunale), protezione civile, associazioni varie, che presidiano ogni angolo della città, e che ricevono minimo una quindicina di chiamate di cittadini che chiedono assistenza per farsi portare a casa i beni di prima necessità.
La sede del Coc è stata istituita eccezionalmente (palazzo di città è chiuso al pubblico in questi giorni) nelle sale del museo Colonna in via Gramsci. Il servizio non è aperto al pubblico, ma diversi operatori si alternano ai centralini dalle 7,30 alle 22 per rispondere alle esigenze della popolazione. Il numero da contattare è lo 085 4283400.
Registra dati e controlla tutto con certosina attenzione l’assessore comunale alla Protezione civile, Eugenio Seccia, coordinatore del centro operativo del Comune.
Assessore, come funziona il servizio?
I cittadini che non possono uscire di casa, anziani, disabili, persone sole che hanno difficoltà a deambulare, ci contattano e i nostri operatori appuntano nome, cognome e indirizzo. Successivamente un volontario della protezione civile viene incaricato di recarsi dall’utente che ci ha richiesto l’aiuto per espletare le formalità.
Truffe e raggiri sono sempre in agguato. Come si fa a essere certi che si tratti del volontario inviato dal Coc?
Perché nel corso della telefonata l’utente viene informato delle generalità del volontario che busserà alla porta per ricevere l’ordine. E per dare ancora più forza alla sicurezza dei cittadini stiamo pensando ad una parola d’ordine da aggiungere al nome che il volontario fornirà all’utente nel momento in cui si presenta alla porta. Informazioni, quindi, che solo gli interessati possono conoscere.
Una volta giunto al domicilio, il volontario prende la commessa.
Si, l’utente che richiede il servizio consegna la lista della spesa o dei farmaci da acquistare e il denaro occorrente. Al termine dell’operazione, che in questi giorni richiede tempi più lunghi a causa delle file davanti ai supermercati, il volontario riporta la spesa a domicilio e all’utente viene riconsegnato anche il resto e lo scontrino di verifica della spesa effettuata. Il richiedente firmerà un modulo di ricevimento del servizio e l’operazione è conclusa, fino a nuovo ordine.
A proposito di attese davanti supermercato come riuscite a non sforare i tempi occorrenti per non consegnare cibo e farmaci in ritardo?
Ci stiamo organizzando in tal senso. Stiamo lavorando all’attivazione di una convenzione con Carrefour allo scopo di “saltare”, diciamo così, le file davanti ai market per accelerare i tempi. Abbiamo trovato la piena collaborazione del manager Gianmaria De Felice che ci suggerisce di fare la spesa di notte, quando la situazione è più tranquilla e il personale può provvedere con più calma all’imbustamento dei prodotti richiesti. Per fare ciò, però, è necessario che il cittadino venga “educato” a inviarci gli ordini il giorno prima per consegnare spesa e farmaci nelle prime ore del giorno dopo.
Se la convenzione andrà a buon fine, quando partirà questo nuovo servizio?
Potremmo essere operativi tra qualche giorno.
Quante chiamate di aiuto ricevete ogni giorno?
Minimo una quindicina su oltre un centinaio di altre richieste, tra le quali mascherine, informazioni sul Covid 19 e su come effettuare gli spostamenti sul territorio.
Al Coc sono arrivate in una settimana 5 segnalazioni per sospetto contatto da coronavirus. Come vengono protetti i volontari in trincea nei vari domicili visitati?
Ci stiamo lavorando, ma non posso dire nulla di più, per ora.
Sono in cantiere nuove iniziative?
Si, c’è un target di persone meno abbienti che non possono permettersi di avere le derrate a pagamento. Per venire incontro a queste famiglie stiamo abbiamo chiesto la collaborazione del Banco Alimentare e della comunità di San Vincenzo. Faremo presto una riunione operativa per tutto.

