Spesa, vestiti e farmaci Pescara è conveniente: i prezzi sono in calo

2 Aprile 2024

L’Unione consumatori: «Qui le famiglie risparmiano 156 euro all’anno» In controtendenza mobili e articoli per la casa: gli importi sono in salita

PESCARA. Il costo della vita a Pescara è tra i più bassi d’Italia. A dirlo è l’Unione nazionale Consumatori che ha stilato una classifica sulla base dei dati territoriali Istat sull’inflazione di febbraio. Il capoluogo adriatico appare la terza città più virtuosa della penisola. Da febbraio 2023 a febbraio 2024 i prezzi sono scesi dello 0,7%, il che equivale a un minor costo della vita pari a 156 euro su base annua a famiglia. Questo dato la colloca al 76° posto su 78 città monitorate. Prima di Pescara, di appena un euro, Imperia che ha un risparmio di 157 euro, che quindi conquista la medaglia d’argento e Campobasso che con una deflazione dello 0,9% e un risparmio di 186 euro domina la classifica. Tra le città più costose, si trovano Bolzano, dove l’inflazione pari all’1,7%, si traduce in un rincaro di 492 euro all’anno per famiglia media. Secondo posto per Brindisi, con più 2,1%, il record del mese di febbraio, cioè un incremento di spesa annuo pari a 398 a famiglia. Medaglia di bronzo per Napoli, +1,7%, ovvero 375 euro.
In testa alla classifica delle regioni più costose con un’inflazione annua a +1%, il Trentino Alto Adige che registra a famiglia un aggravio medio pari a 284 euro su base annua. Segue il Veneto, dove la crescita dei prezzi dell'1,1% implica un'impennata del costo della vita pari a 274 euro, terza il Lazio (+1,1% e +269 euro). La regione più risparmiosa è il Molise (-0,8%, -166 euro). Medaglia d’argento per l’Abruzzo, in deflazione del meno 0,2%, pari a -43 euro.
Tornando a Pescara, ed entrando nel dettaglio delle singole voci, cibo e bibite analcoliche hanno visto nell’anno un aumento dei prezzi dell’1,7%, meno della media nazionale che sta al 3,9 e regionale al 2,9. Al contrario risultano più cari della media regionale e italiana, i prezzi di tabacchi e bevande alcoliche con un aumento del 2,6%. I prezzi di abbigliamento e calzature sono in discesa dello 0,2%, mentre in Italia aumentano del 2,1 e in Abruzzo dello 0,9. A portare in basso i costi sono le calzature che calano dello 0,5%. Altro dato virtuoso riguarda i servizi sanitari e le spese per la salute che a febbraio 2024 rispetto a un anno fa sono aumentate di appena lo 0,5% contro la media nazionale dell’1,5. Rientrano in questa macrocategoria i medicinali che rincarano dello 0,4%, i servizi ambulatoriali dell’1,9 e i servizi ospedalieri che invece scendono del 2,2. Anche sui trasporti vanno bene le cose con un rincaro di appena lo 0,5%, contro la media nazionale dell’1,6.
I costi nei servizi ricettivi e di ristorazione salgono complessivamente del 2,1%: l’aumento riguarda i ristoranti (+2,9), mentre per gli alloggi quest’anno si spende il -1,3% dell’anno scorso. L’inflazione si fa sentire per mobili, articoli e servizi per la casa con il +1,8%, mentre in Abruzzo si sale dell’1,2 e in Italia dell’1,4. Crescono i prezzi per giornali, libri e cartoleria del 3%, contro la media italiana del 2,4, ma scendono quelli dell’istruzione dello 0,1%. Nello specifico i costi da sostenere per la scuola dell’infanzia e delle elementari salgono dell’1,4%. Stabile la spesa per la scuola secondaria e sale dell’1,7 quella per le università. Ma il dato scende vertiginosamente per i costi di istruzione e formazione che calano del 5,4%, contro la media nazionale che sale del 2,2. Infine la città segue la tendenza nazionale sulla riduzione dei costi per acqua, elettricità, gas e altri combustibili che scendono del 14,8%. La media italiana è del meno 11,8, quella abruzzese del meno 15,3.