Spese per la Città dello sport Mascia assolto in appello

21 Settembre 2017

L’ex sindaco, oggi consigliere di Forza Italia, scagionato dall’accusa di irregolarità  nell’affidamento di una consulenza. «Ora riprendo a tempo pieno l’attività politica»

PESCARA. La Corte dei Conti ha messo la parola fine alla vicenda dell’incarico professionale conferito nel 2010 a Barbara Briolini dall’ex sindaco Luigi Albore Mascia, in qualità di presidente del comitato promotore ed organizzatore di “Pescara Città Europea dello Sport”. Quell’incarico, assegnato in occasione delle candidature a “Città europea dello sport”, costò 30mila euro più Iva. Con una sentenza depositata due giorni fa la Terza sezione giurisdizionale centrale d’appello ha accolto l’appello proposto da Mascia. E ha annullato la sentenza del 2016 della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Abruzzo che lo aveva condannato a versare 15mila euro (più gli interessi legali) per il «presunto danno conseguente alla irregolarità delle spese sostenute». Il pronunciamento della terza sezione (presidente Angelo Canale) si basa sul principio che la Procura regionale per l’Abruzzo della Corte dei conti aveva inizialmente contestato a Mascia, con l’invito a dedurre, l’affidamento diretto della prestazione di servizio alla Briolini senza aver consultato almeno 5 operatori economici del settore. Poi, però, nell’atto di citazione, è stata contestata la mancata valutazione della disponibilità di risorse umane all’interno degli enti pubblici componenti del Comitato che avrebbero potuto svolgere i compiti affidati alla Briolini. Non c’è stata, quindi, «corrispondenza» tra l’invito e l’atto introduttivo del giudizio, ha sottolineato la terza sezione. Non c’è stata quindi una «corretta corrispondenza tra invito a dedurre e atto di citazione affinché il giusto contraddittorio possa instaurarsi nel rispetto delle parti salvaguardando la delicata e complessa attività istruttoria del pubblico ministero e il fondamentale diritto di difesa del convenuto». Pur uscendo a testa alta da questa vicenda Mascia preferisce non commentare. «Non commento le sentenze», dice l’ex sindaco e attuale consigliere comunale di Forza Italia. È «soddisfatto» per come sono andate le cose, questo non lo nasconde affatto. E ci tiene a complimentarsi con il suo avvocato, Tommaso Marchese. «La sentenza», sottolinea Mascia, «mi dà una bella carica e una rinnovata energia per riprendere a tempo pieno l’attività politica». E poi, ricordando che sul fronte penale è stato tutto archiviato, conclude: «Il tempo è galantuomo».
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