Spese per le mascherine rimborsabili alle aziende

Bando da cinquanta milioni di Invitalia: la guida per presentare la domanda
L’AQUILA. Fondi per garantire la sicurezza e il rispetto delle norme anti-Covid nelle aziende. Si chiama “Impresa Sicura” il primo, vero, bando che porterà soldi in cassa alle imprese abruzzesi per far fronte alle spese di acquisto dei dispositivi individuali di protezione per i lavoratori e di sanificazione dei locali. Invitalia ha previsto un plafond complessivo di 50 milioni di euro. L'importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun dipendente, fino ad una soglia di 150mila euro ad azienda. La procedura è scaglionata in tre fasi e i rimborsi, assicura Invitalia, arriveranno entro giugno.
FONDI PER LA SICUREZZA. Nella fase di ripartenza, che si aprirà domani, la parola d'ordine per il mondo produttivo sarà sicurezza. Industrie, attività commerciali e di servizio, negozi e uffici dovranno attrezzarsi e dotare i dipendenti di mascherine filtranti, guanti, dispositivi per la protezione oculare, tute e camici, calzari e cuffie. In azienda non potranno mancare neppure i dispositivi per la rilevazione della temperatura così come detergenti e soluzioni disinfettanti.
Tutto quanto previsto dal bando emanato da Invitalia, i cui dettagli sono stati resi noti dall'onorevole Fabio Berardini della Commissione Attività produttive e componente della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi presso la presidenza del consiglio.
«Il nuovo bando attivato da Invitalia, rivolto anche alle imprese abruzzesi, punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese di qualunque dimensione», fa sapere Berardini, «consente di ottenere il rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19».
50 MILIONI PER I DPI. Il plafond è sostanzioso e darà un aiuto economico importante alle aziende abruzzesi, che non potranno usufruire di altre forme di rimborso né accedere a bandi similari, seppure di portata economica inferiore. I 50 milioni di euro «saranno concessi nei limiti delle risorse disponibili e nella misura del 100% delle spese ammissibili».
Nell'elenco delle spese rimborsabili figurano mascherine filtranti, chirurgiche, Ffp1, Ffp2 e Ffp3, guanti in lattice, vinile e nitrile, dispositivi per protezione oculare, indumenti di protezione come tute e camici, calzari e sovrascarpe, cuffie e copricapi, dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea, detergenti e soluzioni disinfettanti, antisettici.
IL BANDO IN TRE FASI. La prenotazione del rimborso avviene per via telematica. Le imprese interessate dovranno inviare la domanda dall’11 al 18 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, accedendo al sito https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/emergenza-coronavirus, nella sezione Impresa sicura. Seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso, che potrà essere compilata dalle 10 del 26 maggio alle 17 dell'11 giugno, sempre tramite procedura informatica. Entro giugno verranno erogati i rimborsi previsti. Ai fini dell’accesso al finanziamento le spese devono essere sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo, data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Cura Italia e la data di invio della domanda di rimborso. «Devono essere connesse», si legge nel bando, «a fatture pagate alla data dell’invio della domanda di rimborso attraverso conti correnti intestati all’impresa e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura. Infine, le spese per l'acquisto di Dpi non inferiori a 500 euro».
CONTRATTI DI SVILUPPO. Sempre in materia di sostegno alle aziende, l'assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, ricorda che «la giunta regionale ha approvato l'autorizzazione alla sottoscrizione dei primi cinque Accordi di sviluppo e programma, che riguardano altrettanti progetti innovativi presentati da Thales Alenia, Metallurgica abruzzese, Tecnomatic, Diatec e Clip della Fater». La Regione metterà in campo più di 3 milioni di euro per co-finanziare questa prima tranche di accordi, dei 39 in cantiere. «Investimenti di rilevanza strategica», spiega Febbo, «in termini di ricerca, innovazione e ricadute occupazionali significative e di qualità, per sostenere la competitività delle aziende abruzzesi. Vogliamo dare un segnale concreto per il rilancio del comparto industriale, che in Abruzzo incide in maniera decisiva sul Pil».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

