Spettacoli, teatri e cinema Tempi lunghi per ripartire

Le novità del Decreto: niente messe, consentiti solo funerali a numero chiuso Lezioni ed esami on line nelle università, cibo d’asporto già attivo in Abruzzo
PESCARA. L’Italia che vuole ripartire scalpita. Da tempo è iniziato il conto alla rovescia per rimettere in moto l’economia senza perdere di vista la salute delle persone. Così, la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte lunedì sera è stata accolta tra disappunto e dissenso di molti e apprezzamento di altri. Mai come questa volta il presidente del consiglio ha diviso l’Italia.
Tra fabbriche che riaprono – molte in realtà hanno già iniziato a produrre (vedi Sevel di Atessa) – e altre che scaldano i motori, per il commercio al dettaglio le velocità sono diverse. C’è chi è pronto ad alzare le saracinesche dal 18 maggio e chi, vedi parrucchieri ed estetisti, dovrà attendere non lunedì 1° giugno, come annunciato da Conte (è il giorno di riposo settimanale) e nemmeno il 2, festa della Repubblica, ma mercoledì 3. In Abruzzo, però, l’assessore Mauro Febbo ha annunciato una riapertura anticipata (vedi servizio a pagina 2) e quindi è ancora tutto da vedere. Quali quindi le principali novità introdotte dal Decreto? Si tratta di riaperture progressive e graduali dopo il lockdown da pandemia di Covid-19 iniziato l’11 marzo.
Al via fabbriche
e cantieri
Dal 4 maggio riapriranno le aziende che si occupano di manifattura, costruzioni e commercio all’ingrosso funzionale. Disco verde anche per i settori tessile, moda, automotive, vetro, industria estrattiva, fabbricazione di mobili. Queste attività, peraltro, potranno anticipare l’attività già lunedì 27 aprile per le cosiddette «attività propedeutiche». Inoltre, sarà possibile rimettere in moto i cantieri pubblici e le attività per l’export.
Le visite
ai “congiunti”
Sono ammessi «solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute». Per usare una frase pronunciata dallo stesso premier non siamo in presenza di un “liberi tutti”. La possibilità di incontrare “i congiunti” (cioè i parenti e gli affetti “stabili”), «purché vengano rispettati il divieto di assembramento e quello del distanziamento e vengano utilizzate sempre le mascherine» lascia aperto il dubbio sulla individuazione degli affetti stabili da quelli che non lo sono. Chi lo decide? In ogni caso il pretesto dei congiunti, invece, non vale per spostarsi da una regione all’altra: in questo caso, bisognerà invece avere «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute».
È consentito in ogni caso il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Gli anziani
restino in casa
Le persone anziane, immunodepresse o affette da patologie croniche non devono uscire se non per stretta necessità. Ne va della loro salute.
Mascherine
a 50 centesimi
L’utilizzo della mascherina è stato disciplinato con obblighi da rispettare rigorosamente: negli spazi chiusi è obbligatoria: sui mezzi pubblici, se si visitano i congiunti, negli uffici, nei negozi e ovunque non si riesca a mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri. Restano esclusi dall’obbligo i bambini fino a sei anni e le persone con particolari disabilità. Una decisione che, pur in attesa di essere disciplinata, ha accolto il prevedibile consenso delle persone è quella di mettere un freno alla «lievitazione ingiustificabile dei prezzi delle mascherine chirurgiche», per le quali «si ritiene necessario intervenire per calmierarli». Infatti, nell'ordinanza della presidenza del Consiglio firmata dal commissario per l'emergenza Domenico Arcuri viene calmierato il prezzo per le mascherine chirurgiche. Non potrà essere superiore per ciascuna unità a 50 centesimi.
Negozi aperti
dal 18 maggio
È rinviata di due settimane la riapertura dei negozi di abbigliamento, delle gioiellerie e in genere degli esercizi di vendita al dettaglio. Nel frattempo, i gestori dovranno predisporre le misure indicate, cioè la sanificazione dei locali, l’installazione dei dispenser di igienizzante, i percorsi di entrata e uscita con distanziamento e l’ingresso contingentato di un cliente ogni 40 metri quadri.
Cibo da asporto
L’Abruzzo gioca
d’anticipo
Ristoranti e bar potranno riaprire per effettuare, oltre al servizio a domicilio, anche l’asporto. A patto di lavorare tramite le prenotazioni, evitando di creare file fuori dal locale. In realtà in Abruzzo la misura è stata anticipata di una settimana, visto che è già attiva da sabato 25 aprile.
Niente messe,
solo funerali
È dovuto intervenire papa Francesco per placare le polemiche tra la Cei e il governo Conte. I vescovi, che da settimane stavano cercando di convincere il governo a far celebrare le funzioni religiose, non sono riusciti a ottenere nulla.
Unica eccezione la celebrazione dei funerali, meglio se all’aperto, purché si partecipi alla funzione con le mascherine e rimanendo a distanza di sicurezza.
Numero massimo, quindici persone tra familiari di primo e secondo grado. I vescovi abruzzesi, con monsignor Bruno Forte, presidente della Conferenza episcopale italiana di Abruzzo e Molise, hanno attaccato lo Stato, accusandolo di aver interferito con la libertà di culto violando un principio della Costituzione. Ieri il Pontefice, per riportare la pace, ha praticamente smentito i vescovi sostenendo le ragioni del governo guidato da Giuseppe Conte.
Estetiste e
parrucchiere
pronte a riaprire
Il dilemma, tutto abruzzese, riguarda la riapertura delle attività di estetiste, parrucchieri e centri massaggi. Secondo il Decreto Conte potranno riaprire solo dopo il 1° giugno, perché considerate attività ad alto rischio. Inoltre, potranno lavorare solo su appuntamento, rispettando il rapporto di un lavoratore per un cliente. I locali dovranno essere sanificati, dovranno essere utilizzati materiali monouso e sia i clienti che il personale dovranno indossare guanti e mascherina. In realtà, come anticipato, la Regione Abruzzo è pronta a derogare.
Ristoranti e bar
molti dubbi
Altro settore molto in difficoltà è quello di bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie. Tutti dovranno rispettare rigidissime regole di distanziamento: un metro tra i clienti e il bancone e due metri tra i tavoli in sala, per permettere il passaggio dei camerieri. Ogni tavolo potrà accomodare pochi commensali, in numero variabile se conviventi o meno. I camerieri dovranno lavorare con guanti e mascherina. A causa di queste norme di sicurezza, i locali perderanno circa la metà dei posti a sedere disponibili, in base all’ampiezza dei locali e al fatto che abbiano spazi anche all’aperto o meno. Non è ancora chiaro se potranno riaprire il 1° giugno, anzi è probabile che il riavvio delle attività possa slittare ancora.
Niente
spettacoli, ma
musei aperti
Non rischia nulla il Governo per quanto riguarda la riapertura dei luoghi riservati alla cultura. Cinema, teatri, pub e discoteche resteranno chiusi ancora per un po’, tutti gli spettacoli con ampia presenza di pubblico restano sospesi. Non sarà possibile neanche organizzare le feste nelle case private.
Potranno riaprire invece, dal 18 maggio, i musei, le mostre e le biblioteche, però con ingressi contingentati, con distanze e mascherine. La prenotazione dei biglietti dovrà svolgersi online con ingressi scaglionati, nelle file si dovrà rispettare il metro di distanza e si dovranno prevedere percorsi di entrata e uscita non sovrapposti.
n Esami on line
nelle università
Nelle università si potranno svolgere esami, tirocini e attività di ricerca e si potranno frequentare le biblioteche, mantenendo le distanze. Gli esami vengono sostenuti online.
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