Spiagge all’asta: l’Authority dichiara guerra ai Comuni

20 Giugno 2024

Dopo le diffide inviate ad aprile ai sindaci della costa partono i primi ricorsi al Tar Finiscono di fronte ai giudici le delibere che rinviano le vendite a fine dicembre

PESCARA. Dalle diffide ai ricorsi al Tar. L’Autorità garante per la concorrenza dichiara guerra ai Comuni che hanno prorogato fino al 31 dicembre 2024 le concessioni demaniali.
Anche l’Abruzzo, dopo altre Regioni italiane, è finito nel mirino dell’Authority che ha deciso di portare di fronte ai giudici amministrativi le determine dirigenziali e le delibere di giunta che hanno spostato di un anno la scadenza delle concessioni e di conseguenza le aste. Le prime conferme sono arrivate ieri mattina dal fronte dei sindaci costieri della nostra Regione. Mentre da parte delle associazioni di categoria, prima fra tutte il Sib Confcommercio, è giunto un commento laconico: «Combatteremo fino in fono la nostra battaglia». Le parole dette a caldo del presidente regionale del sindacato, Riccardo Padovano. In realtà questo ricorso – ha spiegato ancora il Sib Confcommercio – non avrà effetti perché sarà discusso quando l’estate sarà già passata e la proroga di fatto esaurita. Ma nel frattempo una soluzione al rebus Bolkestein dovrà essere trovata.
Sta di fatto che, per ora, a pagarne le spese saranno i primi cittadini, che ad aprile scorso si erano visti recapitare via pec una lettera diffida dall’Authority che li metteva in mora. Sono 19 i Comuni interessati, da Martinsicuro fino a San Salvo, e 617 gli stabilimenti su un totale di 930 permessi demaniali. La fetta più consistente di concessioni, secondo il Piano demaniale marittimo della Regione Abruzzo, riguarda i Comuni di Pescara e Silvi che ne detengono rispettivamente l’11 e il 13 per cento.
«L’Autorità ritiene che la proroga in favore dei precedenti concessionari disposta dai Comuni», ammoniva quella lettera, «violi le norme richiamate, in quanto elusiva della scadenza al 31 dicembre 2023 del periodo transitorio indicato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e, dunque, volta a impedire, o comunque ritardare, l’applicazione della normativa eurounitaria e l’apertura alla concorrenza del mercato delle concessioni demaniali marittime, così impedendo di cogliere i benefici che deriverebbero dall’affidamento attraverso procedure a evidenza pubblica».
Secondo l’Autorità, quindi, le delibere comunali si pongono «in contrasto con l’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in quanto limitano ingiustificatamente la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei servizi nel mercato interno, nonché con le disposizioni normative euro-unitarie in materia di affidamenti pubblici».
Ed ecco la diffida di aprile: «Ai sensi dell’articolo (…) i Comuni dovranno comunicare all’Autorità, entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione del presente parere, le iniziative adottate per rimuovere le violazioni della concorrenza sopra esposte». Firmato: Roberto Rustichelli, presidente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato.
Il termine è poi scaduto ma i sindaci hanno scelto una strategia diversa facendo fronte comune con l’appoggio della Regione Abruzzo. Una resistenza passiva in difesa di 617 imprese balneari che hanno una gestione prevalentemente a carattere familiare. Contro i Comuni, però, stanno partendo ovunque i ricorsi al Tar annunciati dall’Autorità garante. E sarà certamente questo uno dei temi del primo grosso convegno sul caos concessioni balneari e spiagge all’asta in programma a Pescara il 27 giugno, a partire dalle ore 16, nella sala Camplone della Camera di Commercio.
Lo organizza l’Università di Teramo affiancata, tra gli altri, dal Sib Confcommercio e dall’Anci, l’associazione dei Comuni. Tra i relatori spiccano i nomi del presidente del Tar Abruzzo, Paolo Passoni; dell’alto magistrato contabile Massimo Perin, presidente aggiunto della Corte dei Conti sezione giurisdizionale Emilia Romagna; del docente universitario Diego De Carolis; del presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, Vincenzo Garofalo e del presidente nazionale del Sib, Antonio Capacchione.
Il titolo del convegno sgombera il campo da ogni possibile dubbio: «Concessioni balneari marittime: la certezza nelle incertezze». (l.c.)
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