Spiagge arate, addio alle dune e al Fratino

22 Maggio 2019

Denuncia del Wwf: basta alle pulizie con mezzi meccanici, dal Cerrano a Ortona passando per Pescara

PESCARA . Spiagge “arate” come campi di grano a Pescara, e non solo. A denunciare il misfatto è il Wwf: dopo il “Parco naturalistico dell’ambiente della sabbia e delle dune” di Pescara, dove sono comparsi i classici solchi lasciati da attrezzi meccanici di Pescara, altre arature sono state notate nel Teramano, e a Ortona, nel tratto tra il fiume Foro e il Riccio, «un intervento potrebbe cancellare gran parte di uno degli ultimi tratti di costa che conservano vestigia naturali». Il Comune di Ortona, secondo il Wwf, «ha infatti intenzione di dare spazio a 10 stabilimenti». Un intervento che «quasi certamente allontanerebbe i fratini che oggi lì nidificano come in pochissimi altri tratti della nostra costa». Più a nord, nel Teramano, «praticamente in tutti i Comuni si effettua una pulizia della spiaggia con mezzi meccanici anche dove non ve ne sarebbe alcun bisogno. La stessa Riserva regionale del Borsacchio è stata recentemente interessata da interventi di questo tipo, e perfino dentro l’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano si rinvengono tracce del passaggio di mezzi meccanici». Le “arature”, spiega l’associazione ambientalista, oltre a distruggere le specie vegetali tipiche delle dune, « mettono a rischio la nidificazione del fratino (Charadrius alexandrinus) e di altri uccelli protetti ma sistematicamente maltrattati. Da anni», prosegue il Wwf, «a inizio stagione inviamo a tutti i Comuni costieri un vademecum suggerendo comportamenti virtuosi a tutela dell’ambiente, nell’interesse anche delle amministrazioni visto che le azioni a tutela del fratino rientrano oggi tra i criteri per la concessione della bandiera blu. Indicazioni che troppo spesso vengono semplicemente ignorate. L’area “arata” a Pescara (nella foto) è un tratto di spiaggia libera, di competenza dell’autorità portuale, nella quale vige il divieto di balneazione. Intervenire con mezzi meccanici, oltre che dannoso per l’ambiente, era anche del tutto inutile persino nell’ottica di chi vede la spiaggia soltanto come un substrato per favorire la piantumazione degli ombrelloni». (c.s.)