Spiagge, balneatori infuriati e sciopero degli ombrelloni: «Il Governo non risponde»

9 Agosto 2024

Padovano (Sib-Confcommercio Abruzzo): «È un’iniziativa giusta e necessaria  finalizzata a portare avanti una discussione che la politica deve affrontare»

Le locandine della protesta sono affisse in bella vista negli stabilimenti, mentre gli altoparlanti scandiscono il messaggio che annuncia la mini-serrata di domani, con gli ombrelloni aperti due ore più tardi del previsto, alle 9.30. È tutto pronto per lo sciopero dei balneari, dopo la mancata risposta del governo entro la pausa estiva alla richiesta di un intervento normativo sull'annosa - e irrisolta - questione delle concessioni. Ma la categoria si spacca: se Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti hanno imboccato la strada della mobilitazione, altre sigle come Assobalneari, Federbalneari e Cna si sfilano, parlando di «iniziativa spot».
IN ABRUZZO
Anche i titolari degli stabilimenti balneari delle spiagge abruzzesi ritarderanno l'apertura degli ombrelloni in segno di protesta contro l'immobilismo del governo che non sta mantenendo gli impegni presi riguardo al tema delle concessioni demaniali marittime. Lo annuncia Riccardo Padovano, presidente del Sib Abruzzo: «La categoria è esausta, in passato ha richiesto con insistenza una risposta che non è mai arrivata. Si sperava nell'istituzione di un tavolo di lavoro, anche prima delle ferie, per rasserenare gli animi dei titolari». La manifestazione di oggi provocherà un disagio sopportabile, ma dimostrativo della determinazione della categoria, poiché l'80% delle 144 concessioni della provincia di Pescara aderirà alla protesta, organizzata dal Sindacato Italiano Balneari Nazionale, ritenendo che sia giusta e necessaria a portare avanti una discussione che la politica deve affrontare e di cui deve assumersi la responsabilità».
L'iniziativa di oggi è stata indetta dalle associazioni Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti e prevede la chiusura degli ombrelloni per alcune ore. I concessionari organizzeranno diverse giornate di protesta, osservando un numero sempre maggiore di ore di chiusura in attesa di risposte dal governo riguardo al rinnovo delle concessioni.
I CONTRARI
Ma, come detto, non tutti hanno aderito. «Non è giusto penalizzare migliaia di consumatori che hanno scelto gli stabilimenti italiani per le loro vacanze, riconoscendone qualità e funzionalità. Per questo migliaia di aziende associate ad Assobalneari e La Base Balneare con Donnedamare si asterranno dallo sciopero», fanno sapere i presidenti Fabrizio Licordari e Bettina Bolla, convinti che la via maestra sia «sostenere la validità della mappatura fatta dal governo italiano», secondo cui il 67% delle coste è disponibile al libero mercato. «Lo sciopero è solo un'iniziativa spot», concorda il presidente di Federbalneari, Marco Maurelli: «Con grandissima difficoltà», fa notare, «il governo sta cercando di mettere in ordine le idee. Serve una riforma che scongiuri una terza sentenza della Corte di Giustizia che ingesserebbe il sistema, una norma di riordino che garantisca la competitività in un quadro però di tutela del sistema turistico balneare italiano». E il coordinatore di Cna balneari, Cristiano Tomei è convinto che «alla protesta vada preferito il dialogo». Non accetta «il gioco di dividere la categoria» Antonio Capacchione, presidente del Sib: «Sarà uno sciopero gentile. A chi non ritiene di aderire dico: scegliete un'altra iniziativa, ma non fare nulla è sbagliato». E alle associazioni dei consumatori, dal Codacons all'Aduc all'Unc, contrarie alla protesta, replica: «Chiuderemo gli ombrelloni dalle 7.30 alle 9.30, le due ore mattutine in cui di solito c'è pochissima gente. E ai pochi ospiti offriremo caffè, brioche, io in Puglia darò pane e pomodoro e frutta. Se penalizziamo gli utenti? Ma lo facciamo anche per loro. Con le gare al rialzo succederà quello che è successo a Jesolo, dove hanno tolto le spiagge ai vecchi concessionari ed è arrivato Mr.Geox che ha raddoppiato le tariffe». «Non è uno sciopero di bandiera, è nell'interesse generale della categoria», concorda il presidente di Fiba, Maurizio Rustignoli, ricordando che la sua federazione con il Sib «rappresenta in Italia quasi il 90% degli operatori balneari» e stimando un'adesione all'80% per la protesta. Se gli ombrelloni apriranno con due ore di ritardo, negli stabilimenti tutti i servizi saranno comunque garantiti, dal salvamento – con i bagnini operativi – ai servizi igienici, alle docce. Con qualche iniziativa creativa, come un brindisi con i calici alzati a Rimini. Il nodo resta la procedura di infrazione europea che pende sull'Italia, accusata di non aver ancora fatto partire le gare sulle concessioni prevista dalla direttiva Bolkestein. La riassegnazione deve avvenire entro la fine di quest'anno, ma mancano all'appello criteri nazionali e gli enti locali si stanno avviando a mettere a punto le procedure per conto proprio.
I NEGOZIATI CON L’EUROPA
I negoziati con Bruxelles sono in corso, ha ricordato ieri il ministro per gli Affari Europei Raffaele Fitto. Ma un portavoce dell'esecutivo Ue ha altresì sottolineato che «il parere motivato» spedito a Roma a novembre «è l'ultimo passaggio prima di un possibile deferimento alla Corte di giustizia Ue». Il dossier sarà affrontato in uno dei prossimi Consigli dei ministri, hanno fatto sapere fonti dell'esecutivo. Secondo il Sole 24 Ore, l'ipotesi sul piatto potrebbe essere una proroga delle concessioni fino al 2030 nelle Regioni in cui la percentuale di occupazione delle spiagge è inferiore al 25%. Intanto la protesta degli ombrelloni è diventata virale e ha attirato l'attenzione della stampa internazionale. «Abbiamo acceso un faro», dice Rustignoli. «Era l'unico modo per farci ascoltare», sorride Capacchione.