Spiagge libere affollate ma i servizi sono in ritardo

Tre punti ristoro su quattro non sono ancora aperti: mancano bar, bagni e docce Ma c’è anche una libreria sull’arenile. Molti i turisti stranieri e italiani
PESCARA. C’è la libreria, il pit stop bike, la fornitura di bocce, racchettoni e carte da gioco, caffè e pizzette a un euro. E, presto, una carrozzella sarà messa a disposizione dei disabili al “Moroni a mare”, il chiosco bar situato sulla passeggiata Eriberto tra i lidi Jambo e Nettuno. Ad accogliere i clienti l’entusiasmo di due giovani, Luisa Del Greco di Pescara e Theo Dubos, francese di Nantes, dell’associazione Arci- Movimentazioni.
Soddisfatti del punto ristoro, un gruppo romeno di bariste e badanti, Maria, Mariana, Irina, Giorgia, Rodica, Adriana e Christian. E anche una famiglia ucraina in vacanza.
La situazione cambia totalmente sulla spiaggia libera tra La Lampara e Hawaii dove ieri mattina il chioschetto ristoro era chiuso, così come le toilette. Sigillate. Anche la doccia era fuori uso, in compenso sgorgava acqua la fontanella per rinfrescare gli animali. Ed era accecante, in pieno giorno, la luce di una lampada posta a vigilanza notturna dell’area.
La spiaggia, a mezzogiorno, era già sporca malgrado «il passaggio, all’alba, degli operai di Attiva», come hanno riferito gli stessi bagnanti. Pamela Galasso, con la figlioletta Demetra, è arrivata dall’Aquila per una giornata di relax ma è tornata a casa col piede destro martoriato: «Mi ha punto qualcosa, forse delle spine» ha riferito la signora che comunque l’ha presa bene. Più infastidita la coppia pescarese Natale e Marina: «La spiaggia è sporca di plastica, cicche e rametti e ci vorrebbe un parco giochi per i nipotini». Rincara la dose, Astrid, colombiana: »Colpa degli incivili».
Stefano Pagliaro, camionista, difende a spada tratta quel lembo di spiaggia: «Ci vengo da 40 anni, ci sono cresciuto. Hanno rifatto le passerelle di legno e il caffè costa 80 centesimi». Lo saluta un amico:«Vado a comprare la pizzetta a Le Naiadi, qui è tutto chiuso». Verso il molo, tra Hawaii e Pepito, un sentiero lastricato di pietre.
Le spiaggette libere sono gestite, per il secondo anno dall’Arci con il progetto “Spiaggia libera tutti”.
Spiagge affollate e marciapiedi brulicanti, ieri. Sulle piste ciclabili i bikers sfrecciavano all’impazzata. Impossibile trovare uno spazio libero nelle rastrelliere. Le bici sono state legate in fila lungo i muri dell’ex rotonda Paolucci.
Tanti i turisti, stranieri e italiani. Da Siena, delusi per la partita, Francesca, Antonio, Andrea e Cecilia, passeggiano alla Madonnina, ma il chiosco Playa Paloma (altra gestione) è serrato. Il gruppo è entusiasta della città: «E’ pulita e la gente è elegante, i ristoranti pieni e di qualità, ma si può pranzare sui trabocchi?». Intanto, si possono ammirare e fotografare lungo il molo nord. Alla Nave di Cascella, stesa al sole Veronica, che sta per iniziare il suo lavoro di medico all’ospedale, con gli amici milanesi Jacopo, Marta e Marta: «Sarebbero gradite le docce. Per uno spuntino si va al bar degli stabilimenti». Sulla spiaggia non c’è il bar. I cestini dei rifiuti sono sparsi tra gli asciugamani, ma una distesa di immondizia è ben visibile a chi passeggia sul lungomare. I lifeguard della Compagnia del mare Fabrizio Capricci e Mattia Straccialini, tengono lo sguardo fisso sui bagnanti: «Facciamo prevenzione, ma sono indisciplinati».

