Spiaggia sparita e danni il Comune avvia i controlli

4 Settembre 2014

Del Vecchio: sì alle verifiche sull’erosione. La Sib chiede lo stato di calamità naturale Per l’amministrazione sono ferme le frane che da 9 mesi interessano la collina

PESCARA. Una verifica. È quella che verrà effettuata nei prossimi giorni dai tecnici del Comune, in particolare sui quei pezzi di spiaggia, come documentato ieri dal Centro, che sono stati maggiormente colpiti dalle ultime mareggiate. A partire dalla riviera sud, dove, tra gli altri, almeno due stabilimenti, come il Lido delle Sirene del Cafè Les Paillottes e il Circolo della vela, hanno subìto diversi danni: 25 le palme divelte dalla furia del mare al Circolo della vela, ha riferito uno dei titolari, Antonello Lemme, mentre tre palme superaccessoriate, da cinquemila euro l’una, del Lido delle Sirene, risultano rovinate. Il sopralluogo è stato annunciato ieri dal vicesindaco, nonché assessore con delega alla Difesa della costa e Demanio marittimo, Enzo Del Vecchio. «Andremo a verificare la lunghezza delle spiagge», ha subito precisato. «Di fronte a quanto riportato sul giornale», ha osservato il numero due dell’amministrazione comunale, «va però precisato che mai, in passato, su quell’area, si erano registrati eventi di questo genere. E proprio per questo il settore del Demanio marittimo verrà attenzionato per le verifiche da effettuare. Questi fenomeni nel corso degli anni passati non si erano mai verificati, soprattutto per l’intervento denominato “Ricama”, un progetto messo in atto, attraverso la creazione di vasche, volto alla protezione e alla sicurezza della costa».

Una verifica attesa dal resort Les Paillottes. «Noi purtroppo siamo più esposti degli altri stabilimenti», puntualizza un portavoce dello stabilimento per spiegare il motivo del travolgimento di alcune palme da parte della mareggiata, «poiché la nostra linea di costa è più avanzata. Ma la responsabilità», continua il rappresentante del lido, «a parte per la sua lentezza burocratica, che non ci ha permesso il ripascimento, non è del Comune. È la Regione che dovrebbe fare manutenzione, a partire dalle scogliere soffolte che, di fronte a noi, ora sono sommerse. La barriera è sprofondata e non si vede più», rimarca il portavoce.

Un appello alla Regione è arrivato ieri anche dalla Confcommercio, la quale, come la Cna l’altroieri, attraverso il presidente della Sib (l’associazione regionale degli stabilimenti balneari), Riccardo Padovano, ha chiesto della possibilità di dichiarare lo stato di calamità naturale.

Escluso il bilancio, negativo, relativamente ai danni subìti da alcuni operatori balneari, per il resto la città non sembra aver subìto conseguenze dai giorni di intemperie, con il Coc, il centro operativo comunale, che da oggi è sospeso. «Danni non sono registrati», ha fatto sapere Del Vecchio. «Abbiamo effettuato i controlli per le 7 frane che si sono verificate, tra le quali a San Silvestro, a Colle Breccia, Colle Renazzo, Colle Orlando, in via Catani e in via del Palazzo. Le abbiamo attenzionate, ma non ci sono state conseguenze». Un’emergenza che è servita anche a testare la capacità di risposta dell’amministrazione: «Si è trattata di un’esercitazione, su un evento reale, nella quale abbiamo però individuato delle lacune relative alla Protezione civile da un punto di vista funzionale, del materiale che hanno in dotazione e dell’equipaggiamento. Ma quello che soprattutto ci è risultato indispensabile è la manutenzione del patrimonio comunale. Un settore che però, proprio in queste ore, verrebbe colpito dall’iniziativa in corso dell’opposizione che vorrebbe tagliare quelli che sono gli spiccioli a disposizione sia per la manutenzione, sia per la Protezione civile. Una posizione demagogica e irresponsabile», ha concluso Del Vecchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA