Spinelli parla ai ragazzi dello sterminio dei rom

SPOLTORE. Samudaripen, che in lingua romanes significa “tutti morti”, è l’Olocausto dimenticato dalla storia dei rom e dei sinti, in 500mila trucidati nei campi di concentramento nazisti. L’orrore...
SPOLTORE. Samudaripen, che in lingua romanes significa “tutti morti”, è l’Olocausto dimenticato dalla storia dei rom e dei sinti, in 500mila trucidati nei campi di concentramento nazisti. L’orrore dello sterminio delle etnie che nella Germania di Hitler erano considerate diverse e inferiori, è stato ricordato ieri nel municipio di Spoltore, durante l’iniziativa “Cinema e Olocausto: i rom e Samudaripen per non dimenticare mai”, con la partecipazione di Alexian Santino Spinelli, artista di fama internazionale, musicista e poeta.
«Imparare a conoscere la lingua e la cultura rom, come tutte le altre culture considerate diverse, senza pregiudizi, per abbattere muri e vivere in una società interculturale»: il messaggio lanciato dal poeta rom agli alunni spoltoresi che hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dal Comune in collaborazione con la scuola media Dante Alighieri, per la Giornata della Memoria 2016, quest’anno dedicata alla commemorazione dello sterminio dei gitani. Durante l’incontro con l’ambasciatore della cultura rom in Italia, è stato proiettato un documentario di Paolo Bonfanti, sulla storia dello stesso Spinelli, della sua famiglia e sulla cultura rom.
«Più di 500mila rom e sinti sono stati uccisi dai nazisti, ma nessuno ne parla mai» le parole di Spinelli, «questo è l’unico evento, in Abruzzo, che ricorda una terribile parentesi della nostra storia, in occasione della Giornata della Memoria. L’eccezione, però, deve divenire la regola. Ringrazio l’amministrazione di Spoltore per la sensibilità dimostrata».
Presente anche Gennaro Spinelli, figlio di Santino, che ha esortato i ragazzi a «imparate a conoscere e apprezzare chi è diverso, perché la diversità è ricchezza».
«È fondamentale non dimenticare e sensibilizzare le nuove generazioni, affinché nulla possa giustificare l’odio e la violenza» il sindaco Di Lorito, «i più giovani devono conoscere i fatti della seconda guerra mondiale e sapere che, oltre agli ebrei, sono stati sterminati rom e omosessuali, chiunque ritenuto indesiderabile».
«Per trasmettere un messaggio diretto ai ragazzi» chiude la delegata alla Cultura Francesca Sborgia, «è stato scelto il rapporto tra cinema e storia. Il linguaggio utilizzato nel grande schermo è molto efficace».

