Spoltore, arrivano i fondi per il centro di raccolta
SPOLTORE. Sono in totale 250mila gli euro destinati a Spoltore (dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) e che la Regione Abruzzo ha distribuito in 29 interventi utili al completamento della “rete...
SPOLTORE. Sono in totale 250mila gli euro destinati a Spoltore (dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) e che la Regione Abruzzo ha distribuito in 29 interventi utili al completamento della “rete regionale del riciclo”, tra lavori di ampliamento e realizzazione ex-novo di nuove strutture. Tra le opere in previsione c’è anche il centro di raccolta comunale a Santa Teresa di Spoltore, in un sito già individuato dall'amministrazione.
L'investimento complessivo per l’intervento supera i 357 mila euro. «È un obiettivo che non può più attendere», sottolinea il sindaco Luciano Di Lorito, «anche perché Spoltore intende continuare a essere un modello da seguire per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti e la trasformazione degli stessi da problema a risorsa». Da molto tempo la raccolta stradale non è più attiva: in dieci anni la quota di raccolta differenziata è infatti passata dal 32% a circa il 70%. Adesso il Comune punta a un nuovo piano in grado di valorizzare i meccanismi dell’attuale raccolta porta a porta che ha ottenuto buoni risultati, introducendo tecnologie innovative di gestione dei servizi ambientali in grado trasformare la tassa sui rifiuti in una tariffazione puntuale secondo il sistema denominato Pay-As-You-Throw. In sostanza verranno premiati i cittadini più bravi: meno rifiuti si producono, meno si andrà a pagare. Come fanno sapere dal Comune è un importante passo in avanti verso una più razionale gestione dei tanti materiali che utilizziamo e consumiamo nella vita quotidiana: senza dubbio introdurre un meccanismo del genere servirà anche a limitare gli sprechi, i consumi inutili e l'inquinamento complessivo, favorendo scelte sostenibili. Secondo i dati dell’Osservatorio regionale e i dati nazionali dell’Ispra, Spoltore è ai primi posti per il raggiungimento della quota del 65% di differenziata già nel 2015 e un costo medio, per i servizi di igiene urbana, più basso, per classe di popolazione, di circa il 30%.
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