Spoltore fa festa con oltre 500 persone

Il rito della Madonna che corre ha richiamato a Pasqua anche visitatori da fuori regione, arrivati con autobus organizzati
SPOLTORE. Più di 500 fedeli hanno raggiunto Spoltore, la mattina di Pasqua, per seguire la sacra rappresentazione della Madonna che corre. L’appuntamento ha richiamato anche molti turisti da fuori regione, per i quali sono stati organizzati dei viaggi in autobus. Felice il primo cittadino, Luciano Di Lorito: «È importante», sottolinea, «che la città sia tornata a vivere ancora una volta questa tradizione antichissima». Due anni di stop per la pandemia hanno reso ancora più sentito l’evento: fedeli e curiosi si sono ritrovati in gran numero a mezzogiorno, in piazza D’Albenzio, dove la statua della Maria Maddalena corre velocemente per dare l’annuncio della Resurrezione di Cristo. Ma solo al terzo tentativo viene creduta, raggiunge il centro della piazza dove, nel momento dell'incontro col figlio risorto, il nero manto del lutto cade per svelare i suoi boccoli e il vestito bianco, simbolo del trionfo della vita sulla morte: gli applausi e lo scoppio dei fuochi d'artificio tra il volo delle colombe annuciano che il Salvatore è tornato alla vita.
Quella della Madonna che corre è una tradizione secolare: dal 1918 è seguita dalla famiglia di Annunziato De Amicis, e oggi a portarta avanti dai suoi pronipoti. Ma le origini della tradizione sono incerte e rimandano al XVIII secolo: la statua della Maddalena prende anche il nome di “Abbandonata” perché per la differenza di altezza dei 4 portatori “pende”, cioè è “abbandonata” da un lato. La tradizione vuole che l'onore di sollevarla spetti solo a uomini con il cognome De Amicis, mentre le altre statue sono portate da persone legate alla famiglia. La manifestazione è resa possibile dalla collaborazione di molte altre persone, oltre che da quelle riunite dall'associazione culturale Madonna che Corre: la Chiesa e la comunità parrocchiale che mette a disposizione le statue e si occupa delle letture; Gianfranco Scurti, che da oltre 50 anni si occupa della vestizione della Madonna nera, Lorenzo Appignani e la famiglia Conti.

