Spoltore, sì ai divieti: troppi in giro

Anche Di Lorito pronto a firmare le restrizioni per sport e passeggiate
SPOLTORE. «Si devono stringere le maglie». Il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito non ha dubbi sulla strada da seguire per cercare di contenere la diffusione del coronavirus che, aggiornamento di ieri, in questo comune ha contagiato un'altra persona, per cui il numero dei positivi passa a sei.
Ma nonostante le disposizioni del presidente del consiglio dei ministri, e nonostante i controlli di carabinieri e polizia municipale siano continui, «c'è una interpretazione troppo libera», afferma il sindaco. Ecco perché oggi Di Lorito dovrebbe firmare una ordinanza per vietare, come hanno già fatto ieri Pescara e Montesilvano, passeggiate e attività motorie all’aperto. Una scelta che appare obbligata perché se è vero che «la stragrande maggioranza risponde bene e si attiene ai divieti», è altrettanto vero che «una parte fa difficoltà ad adeguarsi. E quindi si deve intervenire», rimarca il sindaco, «con una ulteriore stretta» che si aggiunge «all'ottimo lavoro di carabinieri e polizia locale», coordinati rispettivamente da Enrico Bicocca e Panfilo D'Orazio.
Di Lorito va personalmente in strada, «mattina e pomeriggio», con il comandante della polizia municipale, a controllare cosa accade lungo le strade di Spoltore e «come succede anche in altri Comuni vedo persone che stanno cominciando improvvisamente a fare sport, e le incroci con la tuta, oppure c'è chi passeggia con il cane come non lo ha mai fatto prima, o chi si mette in fila davanti alle Poste per pagare una bolletta che scade tra un mese. E proprio davanti alle Poste è capitato di vedere venti, se non trenta persone in coda. Insomma, rispetto ai chiarimenti forniti dal Governo ci si lascia andare a interpretazioni piuttosto espansive. Ma così si crea una conflittualità sociale tra chi rispetta le regole e chi non le rispetta con ripercussioni anche sugli organi di controllo e sull’amministrazione», sottolinea Di Lorito, ad esempio per ciò che riguarda le richieste di intervento. In questo scenario «si fa fatica» a gestire la situazione e il Comune non può fare altro che disciplinare in maniera «più restrittiva» quelle che sono le attività permesse in questo periodo. Si capisce anche dalle telefonate che arrivano in municipio, la difficoltà di alcuni a comprendere il concetto di «stretta necessità» che sta alla base delle uscite consentite, così come non si afferra il principio di alcune categorie che dovrebbero riguardarsi in maniera particolare «come gli anziani e gli immunodepressi». Intanto, il Covid-19 non si arresta, come dimostra il sesto caso positivo registrato in questo territorio che però «non ci è stato ancora comunicato ufficialmente», dice il sindaco.
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