Spoltore vuole il rimborso dei tagli decisi dallo Stato

Il sindaco avvia la richiesta per 566mila euro Il sindaco Di Lorito: «Quei fondi ci servono per i servizi»
SPOLTORE. La Consulta considera illegittimi i tagli di Mario Monti e il Comune di Spoltore chiede di riavere più di mezzo milione di euro trattenuti a Roma nel 2013. Erano i tempi della spending review imposta dal governo tecnico, una manovra lacrime e sangue per gli enti locali.
Dopo aver avuto l'ok con una delibera di giunta, il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito, sta ora predisponendo un'istanza da presentare al Mef e al ministero dell'Interno per far rimborsare il Comune le mancate entrate erariali decurtate nell'ambito del riparto del fondo sperimentale di riequilibrio del fondo perequativo per l'anno 2013. Che in sostanza sta a significare che Spoltore batte cassa perché vuole i soldi, per la precisione 566mila 284,22 euro, che Roma non ha erogato all'ente tre anni fa, quando il governo Monti chiuse i cordoni della borsa, a spese dei Comuni, per non correre il rischio di squilibrare i conti dell'Italia e non essere bacchettato dall'Europa.
Approvata dall'esecutivo nei giorni scorsi, la delibera che autorizza la richiesta di rimborso scaturisce dalla sentenza numero 129/ 2016 della Corte Costituzionale, che ha bocciato la spending review di Monti. I tagli per il 2013, in Italia complessivamente 2,25 miliardi, previsti dall'articolo 16, comma 6, del decreto Legge 95 del 2012, sono stati dichiarati illegittimi, dalla suprema Corte, in quanto la riduzione delle risorse per gli enti locali, una stangata che ha messo in ginocchio molti Comuni, compromettendo la qualità e la quantità dei servizi ai cittadini, è stata fatta senza alcuna forma di coinvolgimento delle amministrazioni locali. «La spending review ha messo in difficoltà i Comuni», commenta DiLorito. «Adesso, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale, riteniamo opportuno presentare alle competenti autorità statali una specifica istanza di rimborso, per ottenere le risorse decurtate e migliorare così la qualità dei servizi da erogare a favore della comunità».

