Sport, grido d’aiuto dei lavoratori

12 Novembre 2020

Oggi le associazioni incontrano Liris: dateci un ristoro per le spese sostenute

L’AQUILA. Aiuti e sostegni, da parte della Regione, alle associazioni sportive e ai lavoratori del settore, per far fronte alla crisi provocata dalla pandemia.
Ad avanzare la richiesta, nell’incontro su piattaforma telematica, previsto per oggi, alle 11, con l’assessore regionale allo Sport, Guido Liris, saranno i rappresentanti dell’Associazione lavoratori impianti sportivi (Alis) e i sindacati.
«Il momento è molto delicato», dichiara Nazzareno Di Matteo, presidente nazionale Alis, «con le strutture ferme e i dipendenti e collaboratori privi di un sostentamento adeguato. Alla Regione chiediamo di integrare i ristori nazionali, come il bonus collaboratori sportivi e gli altri contributi erogati a vantaggio delle società sportive che non rispondono alle reali esigenze dei lavoratori». Il settore è fermo e molte società rischiano di non farcela. «Ai contributi nazionali», incalza Di Matteo, «vanno aggiunti adeguati strumenti finanziari messi in campo dalla Regione, come accaduto in Sardegna o in Emilia Romagna, che hanno erogato contributi a fondo perduto e stanziato somme aggiuntive proprio per sostenere economicamente le migliaia di società e di associazioni che operano in ambito sportivo. Il pacchetto di richieste, che verrà sottoposto all’assessore Liris, riguarda in particolare interventi importanti, per salvare un bene e un diritto primario, quello allo sport». Le associazioni sollecitano l’erogazione, da parte della Regione, di un contributo a fondo perduto per il 2020 e il 2021, da calcolare nella misura del 20%, fino ad un massimo di 45mila euro, delle spese vive di luce, acqua e gas che i gestori di impianti sportivi, pubblici e privati riconosciuti dal Coni, hanno sostenuto, rispettivamente, nelle stagioni 2019 e 2020. «Un ristoro calibrato sulle effettive spese sostenute», evidenzia Di Matteo. Le associazioni chiedono, inoltre, a partire dal 2021 la riduzione al minimo dell’attuale tassazione regionale dell’uso dell’acqua utilizzata per la gestione di impianti sportivi, pubblici e privati, gestiti da soggetti riconosciuti dal Coni e l’introduzione della certificazione medica per l’attività sportiva, quale forma di prevenzione, da parte dei medici di base e dei pediatri. «Un salto culturale», aggiunge il presidente dell’Alis, «che favorirebbe, di certo, la ripresa dell’attività sportiva nel post Covid. All’assessore regionale Liris chiediamo di ascoltare le nostre istanze e raccogliere le proposte che verranno formulate, per sostenere concretamente un settore che è allo stremo e che ha beneficiato, finora, solo degli aiuti del Governo, insufficienti rispetto ad uno stop dell’attività che coinvolge migliaia di lavoratori e società». (m.p.)
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