Sposi in Abruzzo, storie di coppie

25 Agosto 2016

Il regista teatino Dino Vian racconta il suo nuovo film ambientato a Rapino

di Jolanda Ferrara

Rapino, Fara Filiorum Petri, Ari, Giuliano Teatino, la vallata del Sangro, Collelongo, Buenos Aires, Berlino. Terre immaginarie nel cui mare è dolce naufragare per Dino Viani, il visionario regista teatino che in filigrana sta consegnando al cinema contemporaneo il suo racconto, popolare e lirico insieme, del mondo contadino abruzzese, il mondo delle sue radici. Terre Immaginarie è la nuova diramazione della Stimmung Film creata da Viani negli anni della sua corrispondenza d'affetti e intenti con il critico pescarese Rita Ciprelli e il suo gruppo artistico, Stimmung. Con la maturità il rinnovamento, la voglia di guardare con nuovi occhi alla cultura del territorio.

Con Terre Immaginarie, piccola produzione indipendente che il 25 settembre a Rapino (piazza Marconi, ore 22) presenterà in anteprima "Sposi ieri e oggi", nuovo film documentario che racconta la storia dei matrimoni celebrati dal dopoguerra a oggi nel centro alle pendici nord orientali della Maiella. Già nel 2005, Rapino con le sue Verginelle, le bambine spose di maggio consacrate alla Madonna di Carpineto, è stato immortalato da Viani nel film "Il segreto", mediometraggio presentato a San Pietroburgo e New York.

"Sposi ieri e oggi" (nella foto un’immagine del film) è un grande racconto orale. Immagini, ricordi, emozioni affiorano dal vivo narrato dei protagonisti, giovani e anziani del paese. Le parole, per dirla col regista, assumono valenza evocativa e immaginaria anche grazie alla parlata locale. Storie fantastiche come quella di Rocco, oggi ultranovantenne, vedovo, che ogni notte incontra in sogno la moglie, Anna Domenica, che gli racconta dell'aldilà. E storie di amori struggenti, come quella di Albina che parte per il Canada per raggiungere il suo Pierino. Un viaggio nei ricordi, sogni, trepidazioni, ansie e speranze inconfessate alla vigilia del grande giorno nella vita da adulti, spartiacque tra gioventù e maturità. Uno sguardo malinconico, a volte drammatico, altre tragicomico, su come sono mutati nel tempo usi e costumi intorno al "grande giorno".

«Il fim vive di una bellezza umana ormai rara e desueta, un pudore oggi sconosciuto», osserva Viani. «"Sposi" è una specie di osservatorio delle mutazioni antropologiche, non solo nei rituali prematrimoniali ma anche nell'approccio tra uomo e donna. Se il bacio, dal dopoguerra alla fine degli anni Settanta, era una chimera, qualcosa che apparteneva solo ai sogni, col tempo è diventato normalità, un atto perfino banalizzato dalla quotidianità presente. Per non dire dell'approccio sessuale, che in passato considerava la donna solo in funzione della maternità, ruolo oggi indipendente dal dovere della procreazione ed equiparato a quello maschile».

«Viviamo in un mondo», conclude il regista, «in cui le relazioni umane sono minate dal virus dell insoddisfazione, l'istituzione del matrimonio é sempre più vulnerabile. Ascoltare le testimonianze dei più anziani é un buon modo per riflettere sul senso dello stare insieme in coppia».

Il film é sostenuto dall'associazione Amici di Rapino. Hanno partecipato alla realizzazione del film rapinesi dai 30 ai 90 anni: Lorenzo Rosano, Bambina Parente, Angelo Amoroso, Solidea Rosano, Carmine Cellucci, Rosa Cellucci, Lorenzo Antonini, Rosa Iannacci, Pantalone D'Amore, Giovanna Campana, Donato De Nardis, Elisa Ferrara, Rocco Mascioli, Lidia Cellucci, Lorenzo Cellucci, Anna Domenica Martino, Donato De Nardis, Annamaria Della Valle, Gino Mascioli, Domenica Rucci, Luigi Rosano, Maria Giangiacomo, Pierino Ferrante, Albina Vitacolonna, Rosa Martino, Rocco Ferrara.

Viani adesso sta lavorando a un film sulla vita e le opere del poeta teatino Raffele Fraticelli, ultranovantenne, autore tra l'altro di "Lu lope di Pretoro", "Paradise piccirille" e il testo teatrale "Carminelle de lu vende" rappresentato più volte.

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