Spostamenti, seconde case e ristoranti: ecco gli scenari

Muoversi tra regioni sarà vietato dal 20 dicembre al 6 gennaio: si potrà rientrare nella propria residenza. I locali chiusi a Natale, il coprifuoco confermato alle 22
L’AQUILA . Entro la mezzanotte del 3 dicembre il premier Giuseppe Conte, firmerà il decreto di Natale. È ormai certo il divieto di spostamento tra regioni, che entrerà in vigore tra il 19 e il 20 dicembre, fino al 6 gennaio, anche in fascia gialla. Non si potranno superare i confini regionali per trascorrere le festività nella seconda casa, mentre sarà sempre consentito rientrare nella propria residenza o domicilio. Nella riunione prevista per oggi il governo deciderà se concedere deroghe «che saranno, comunque, limitate al massimo» viene però precisato. Potrebbe essere previsto il ritorno nella casa di famiglia per trascorrere le feste con i genitori anziani, ma la deroga potrà essere da un solo parente e dagli studenti che hanno spostato la residenza o il domicilio nella città dove si sono trasferiti per motivi di studio e vogliono tornare a casa per le vacanze. Nel caso dei coniugi, invece, potrebbe essere concesso il ricongiungimento familiare da applicare anche ai partner conviventi. Rimane, in ogni caso, la raccomandazione di proteggere gli anziani e le persone fragili, soprattutto rispetto al contatto con i giovani, che in molti casi sono asintomatici, e di spostarsi solo per motivi strettamente necessari evitando il contatto tra le persone.
Per quanto riguarda le persone che decideranno di andare all’estero e per coloro che rientreranno in Italia in occasione delle prossime festività, che saranno costretti a osservare l’obbligo di quarantena di due settimane. Il decreto del presidente del consiglio dei ministri in vigore dal 4 dicembre confermerà inoltre il coprifuoco alle ore 22: all’interno del Governo c’è chi preme per prorogare questo limite alla mezzanotte, a Natale e Capodanno, ma è una linea che secondo quello che filtra difficilmente potrà essere accolta.
Per quanto riguarda lo shopping, i negozi resteranno aperti fino alle 21, mentre centri commerciali e grandi magazzini saranno operativi anche nel fine settimana. Sarà in vigore il divieto assoluto di organizzare feste nei locali pubblici e nei luoghi privati, mentre ai sindaci verrà data la facoltà di chiudere, all’occorrenza, strade e piazze. Sul fronte dei tradizionali banchetti, ed in particolare il pranzo e le cena della vigilia di Natale, il Governo raccomanda di festeggiare solo con i parenti stretti e, al massimo, in 6 o 8 persone. Le funzioni religiose verranno celebrate, il 24 e il 25 dicembre, durante tutto l’arco della giornata, con l’ultima messa alle ore 21 o, al massimo, alle 22, per consentire il rispetto del coprifuoco.
I ristoranti saranno aperti solo a pranzo, nelle zone gialle, e resteranno chiusi il 25 e il 26 dicembre. Gli hotel rimarranno aperti, con possibilità di soggiornare in tutti gli alberghi della regione di residenza. Saranno, invece, chiusi per tutte le festività natalizie i cinema e i teatri, con un'eventuale riapertura - finestra che dal Governo è stata lasciata aperta - solo in caso di appiattimento della curva dei contagi.
E gli amanti dello sci, infine, dovranno purtroppo rassegnarsi. Niente vacanze di Natale sulla neve: gli impianti e le piste da sci, infatti, resteranno chiusi per evitare file e assembramenti sulle funivie. (m.p.)

