Spostamenti tra i comuni: chi e come può ancora farli

12 Novembre 2020

É possibile sconfinare (con l’autocertificazione) per acquistare beni di servizio

Si può fare la spesa in un comune diverso da quello di residenza? E se devo acquistare prodotti per celiaci che non trovo nel supermercato più vicino, posso percorrere qualche chilometro in più? Il medico specialista ha l'ambulatorio in un'altra città, come devo comportarmi per andare a visita? Lo scatto dell'Abruzzo in fascia arancione ha comportato il divieto assoluto di varcare, in ingresso e in uscita, i confini regionali, ma anche di muoversi al di fuori del proprio comune di residenza, dove si ha il domicilio o dove si vive «tranne che per motivi di salute, di lavoro o di reale necessità». Ma chi si può spostare, perché e quali sono le eccezioni che consentono di muoversi con l’autocertificazione?
CARRELLO DELLA SPESA. Uscire dal comune di residenza per andare al supermercato non è vietato in modo assoluto, anche se ogni abruzzese dovrebbe limitare al minimo gli spostamenti sul territorio e, quindi, recarsi nel negozio di alimentari più vicino alla propria abitazione. Ma non sempre è possibile. Per questo, si può raggiungere un supermercato che si trova in un altro comune per acquistare beni non reperibili nella zona di domicilio o di residenza ma, in buona sostanza, deve trattarsi di uno spostamento "necessario".
BENI E SERVIZI NECESSARI. In particolare, l'ultimo Dpcm, nelle regioni collocate in zona arancione - è il caso dell'Abruzzo - consente gli spostamenti solo quando non è possibile acquistare i beni necessari nel proprio comune o quando, nel territorio di residenza, non c’è un punto vendita, come spesso accade nei paesini di montagna, che possa erogare il servizio o fornire il bene di consumo richiesto. Ma attenzione: la scelta di dove recarsi non potrà essere arbitraria. Va preferito, infatti, sempre il tragitto più breve da effettuare; in altri termini, per gli acquisti ci si deve spostare al massimo nel comune adiacente a quello di residenza o in cui si ha il domicilio. Non si può decidere di percorrere chilometri e chilometri per raggiungere, ad esempio, l'iper più conveniente o il centro commerciale preferito.
COSÌ IL GOVERNO. Il concetto viene ampiamente chiarito nelle Faq del ministero della Salute in cui si specifica che «è possibile spostarsi in altri comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, di necessità o per motivi di salute. Laddove, quindi, il comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati».
AUTOCERTIFICAZIONE. Come in tutta Italia, la zona arancione abruzzese è soggetta al coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. In questa fascia oraria è vietato uscire di casa se non per motivi di salute, lavoro e altre incombenze che non possono essere rimandate al giorno successivo. Chi infrange il coprifuoco senza giustificazione rischia una multa da 400 a 1000 euro. Per circolare oltre i limiti territoriali e orari consentiti, è necessario essere muniti di autocertificazione, da presentare su richiesta, per fornire una valida spiegazione allo spostamento. Motivi che devono essere riconducibili a problemi di salute, lavoro o urgenze.
L'autocertificazione serve anche per gli spostamenti fuori dal comune o dalla provincia. Anche oggi il Centro pubblica il modulo. Lo trovate, da ritagliare, a pagina 8.
QUANDO SI PUÒ. Nella zona arancione si può andare dal parrucchiere e dal barbiere, anche se l'attività si trova fuori dal comune di residenza, nel caso in cui si tratti di un professionista di fiducia, che utilizza particolari trattamenti non reperibili altrove.
Stesso discorso vale per l'acquisto di beni di consumo che non vengono venduti dai negozi presenti nel proprio comune. E ci si può spostare, autocertificazione alla mano, anche per raggiungere l'ufficio postale più vicino, se non ce n'è uno a disposizione nel proprio comune o la filiale della banca dove si ha un conto corrente aperto, anche se si trova a qualche chilometro di distanza da casa. Così per le visite mediche e specialistiche e per tutte «le comprovate esigenze», che giustificano anche gli spostamenti tra province e regioni diverse, seppure in fascia arancione.
Tra gli spostamenti autorizzati con certificazione figurano quelli per raggiungere la farmacia di turno, in caso di reale necessità, anche se la stessa si trova in un altra città o in un altro paese.
FIGLI A SCUOLA. Gli spostamenti da e verso altri comuni sono, comunque, possibili per motivi di salute, lavoro e per accompagnare i figli a scuola con didattica in presenza. Nessun divieto per i genitori separati o divorziati, che devono uscire dal comune di residenza per vedere i figli o condurli nella propria abitazione.
È, invece, vietato raggiungere la seconda casa fuori dal comune di residenza, a meno che non ci sia bisogno di risolvere un problema impellente come guasti alla caldaia, alle tubature o altro: la permanenza deve durare lo stretto necessario ed è proibito il pernottamento.
CONFCOMMERCIO. «Non tutti gli spostamenti sono vietati, seppure nell'ambito delle limitazioni imposte dal Dpcm nelle zone arancioni», spiega Marisa Tiberio, presidente Confcommercio Chieti, «oltre al buonsenso, fanno testo i servizi e i prodotti di cui si deve usufruire, non sempre reperibili nel comune in cui si vive. Si tratta di quei servizi essenziali, sanitari ma non solo, che giustificano lo spostamento anche di qualche chilometro in più. E' il caso della parrucchiera, se utilizza prodotti specifici ad hoc o trattamenti particolari per i capelli, degli sportelli bancari e postali, ma anche di studi medici e acquisto di beni indispensabili».